Si sono concluse da poche ore le elezioni delle rappresentanze sindacali Luxottica degli stabilimenti bellunesi e di Pederobba.
Su un totale complessivo di aventi diritto al voto di 8.969 lavoratori e lavoratrici hanno votato 5.185 persone. Su 5.137 voti validi la Femca Cisl ha ottenuto 2.228 preferenze, confermandosi complessivamente come prima organizzazione, con 50 delegati eletti.
Nello stabilimento più grande, quello di Agordo, si è registrata l’adesione più alta di sempre, sopra il 50%, ed è stata superata dalla Femca la soglia del migliaio di voti (1.014 su 2.140 voti validi e 23 delegati Femca eletti).
I candidati eletti che hanno raccolto il maggior numero di voti sono: Mara Pagnussat (Agordo), Sheila Miolli (Sedico Logistica), Annapaola D’Agostini (Sedico Produzione), Roberto Speranza (Pederobba), Alessandra Polesel (Cencenighe).
Nicola Brancher, coordinatore nazionale Essilor Luxottica per Femca Cisl:
«Un risultato importante, decisivo, in un momento come quello che stiamo vivendo di grandi complessità, di tensioni internazionali che non avevamo mai conosciuto e di importanti cambiamenti nel mondo del lavoro. Una rappresentanza sindacale, quella presente in Luxottica, che unitariamente e da tempo, ha ben chiaro l’obiettivo di rimanere centrali nell’impero industriale e finanziario creato dal genio e dagli sforzi del Cav. Leonardo Del Vecchio e da un territorio tutto».
Milena Cesca, segretaria generale Femca Cisl Belluno Treviso:
«Siamo fieri e orgogliosi e anche emozionati nel vedere la grande fiducia che ci è stata riconosciuta affidandoci una grande responsabilità per il mandato che va a iniziare. Come diciamo spesso, i risultati come questo non si improvvisano, ma sono frutto di anni di impegno, lavoro attento, spesso silenzioso e non sempre riconosciuto dei dirigenti della Femca Cisl, delle donne e degli uomini della RSU che ogni giorno mettono la faccia sul posto di lavoro, cercando di fare giustizia insieme: questo è il vero valore del sindacato tutto, che punta a confermarsi come vera e praticata esperienza di dignità collettiva».






