«La CISL accoglie con favore la notizia della effettiva erogazione dei finanziamenti relativi alla nona rata del PNRR, che conferma la valutazione positiva da parte della Commissione Europea delle buone performances del nostro Paese nel raggiungimento degli obiettivi e nell’attuazione dei progetti e delle riforme del Piano (73% del totale). E’ quindi rimarchevole, per la CISL, il fatto che abbiamo pienamente rispettato il cronoprogramma stabilito». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga.
«Il nostro Paese, a questo punto, ha ottenuto 166 mld sui 194 mld di valore complessivo del Piano, un risultato importante per la CISL, ma riteniamo che occorre impegnarsi ora per completarne l’attuazione.
Affinché le stime contenute del DFP 2026 presentato ad aprile dal Governo sul potenziale impatto del PNRR sulla crescita del PIL si concretizzino (+2,2% entro il 2031), occorre accelerare la capacità di spesa che, anche se migliorata negli ultimi semestri, deve essere ulteriormente implementata e, inoltre, occorre “spingere” al massimo per raggiungere i numerosi obiettivi della decima ed ultima rata, che prevede finanziamenti particolarmente consistenti, pari a 28 mld.
Come CISL continuiamo a sostenere la necessità di rafforzare la capacità amministrativa per l’attuazione del Piano, investendo in assunzioni stabili del personale addetto, formazione, pieno rispetto della clausola del 30% dei posti in favore di giovani e donne, e prestando particolare attenzione al Mezzogiorno, che rappresenta una tematica trasversale a tutte le Missioni del Piano ma che, come evidenziato nel recentissimo rapporto Istat, continua a presentare dati preoccupanti in termini di occupazione, di abbandono da parte dei giovani, di impoverimento sociale e produttivo.
Occorre, in tal senso, anche mettere in piena sinergia le misure del PNRR, quelle della politica di coesione e quelle previste dalla ZES unica.
Soprattutto, per la CISL, bisogna “capitalizzare” per il futuro la straordinaria esperienza del PNRR e della mutualizzazione del debito comune europeo per affrontare, tutti i Paesi europei insieme, le sfide e gli impegni comuni che ci aspettano» conclude Ganga.







