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Difesa. Vespia (Fns Cisl): «Su proposta Guardia Nazionale serve confronto su rischi di sovrapposizione e potenziamento strutture attuali»

25 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

Difesa. Vespia (Fns Cisl): «Su proposta Guardia Nazionale serve confronto su rischi di sovrapposizione e potenziamento strutture attuali»

25 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

“La proposta di istituire una Guardia Nazionale avanzata dal ministro della Difesa Guido Crosetto merita certamente un confronto approfondito e una riflessione attenta, soprattutto alla luce delle implicazioni che una simile scelta potrebbe avere sull’attuale assetto della sicurezza nel nostro Paese”.

Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fns Cisl Massimo Vespia. “Pur comprendendo l’esigenza di individuare strumenti sempre più efficaci per rispondere alle nuove sfide in materia di sicurezza non possiamo nascondere alcune perplessità circa l’effettiva utilità di una nuova struttura che rischierebbe di affiancarsi a organismi e corpi dello Stato già esistenti e operativi sul territorio.

Da anni le Forze di Polizia e le Forze Armate segnalano la necessità di maggiori investimenti in termini di personale, mezzi, tecnologie e risorse. Appare quindi legittimo interrogarsi sull’opportunità di destinare energie e risorse alla creazione di un nuovo soggetto, anziché rafforzare ulteriormente le professionalità e le strutture che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini con competenza, esperienza e senso dello Stato.

Anche sul piano organizzativo occorre valutare con attenzione il rischio di possibili sovrapposizioni di competenze e funzioni. La storia istituzionale italiana suggerisce prudenza quando si interviene in un settore delicato come quello della sicurezza pubblica, che richiede chiarezza nei ruoli, catene di comando ben definite e un elevato livello di preparazione professionale.

Tali perplessità si estendono inevitabilmente anche alle ipotesi di impiego della nascente Guardia Nazionale a supporto delle attività di Protezione Civile in caso di calamità naturali. Il sistema di soccorso pubblico italiano vanta già un pilastro centrale, determinante e indispensabile: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Di fronte all’esigenza di mitigare i rischi e gestire le emergenze sul territorio, la priorità assoluta non può essere l’introduzione di una forza sussidiaria o militarizzata, bensì il potenziamento strutturale dei Vigili del Fuoco.

È prioritario investire nell’incremento dei loro organici e nel radicamento della loro presenza territoriale, valorizzando l’altissima specializzazione di professionisti che operano quotidianamente sul campo con standard di eccellenza assoluti.

La tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza collettiva, così come la gestione delle emergenze, rappresenta una responsabilità complessa che richiede personale adeguatamente formato e preparato. Per questo motivo, appare opportuno approfondire il dibattito sull’eventuale impiego di personale volontario richiamabile, verificando con rigore quali possano essere i reali benefici rispetto al potenziamento degli organici delle strutture civili e militari già in servizio.

Auspichiamo pertanto che il Governo voglia concedersi un supplemento di riflessione su questa proposta, coinvolgendo le istituzioni competenti, gli operatori del settore e le rappresentanze del personale, al fine di valutare con equilibrio costi, benefici e possibili conseguenze.

Se l’obiettivo è quello di rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese, la strada più efficace sembra essere quella di investire con decisione nelle donne e negli uomini che già oggi operano al servizio dello Stato, migliorando gli strumenti a loro disposizione, incrementando gli organici e valorizzando le professionalità esistenti. Rafforzare ciò che funziona e renderlo più efficiente rappresenta probabilmente la risposta più solida e coerente alle esigenze dei cittadini”.

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