Dall’incontro tenutosi oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la direzione di Electrolux non ha delineato un percorso chiaro su come intenda saturare gli impianti e, di conseguenza, garantire il mantenimento occupazionale nei prossimi anni in Italia. L’azienda ha stimato che la tassa CBAM, applicata sulla componentistica, incida sul prezzo finale dei singoli prodotti tra i 4 e i 7 euro.
Ha inoltre illustrato che i costi di produzione sostenuti in altri Paesi risulterebbero inferiori del 25-30%. Come FIM, abbiamo ribadito che non vi è alcuna disponibilità a intervenire sul “costo del lavoro” per rendere più competitiva la produzione in Italia. I fattori determinanti sono altri: la qualità dei prodotti, l’accorciamento della filiera di approvvigionamento della componentistica, il costo dell’energia e gli investimenti in Ricerca e Sviluppo.
Confermiamo la necessità che il Governo e l’UE adottino interventi straordinari per il settore degli elettrodomestici, necessari al positivo esito della vertenza. Da questo incontro non sono emerse le condizioni per concludere la trattativa entro luglio.
Considerando la chiusura estiva delle fabbriche, è probabile che il confronto debba proseguire a settembre.
Attendiamo che il prossimo incontro approfondisca con maggiore puntualità le fasi del processo produttivo, gli investimenti sui prodotti e la valorizzazione delle divisioni di Ricerca e Sviluppo, Qualità e degli altri staff. Al termine dell’incontro, la rappresentanza governativa ha sottolineato la necessità di garantire la continuità occupazionale dello stabilimento di Cerreto.






