«La nostra ferma opposizione all’ipotesi di localizzare in Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive non è negoziabile».
È quanto afferma il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo che sollecita un atto di indirizzo chiaro e inequivocabile del Consiglio regionale su questo punto.
«È singolare che ciclicamente si torni a citare la nostra regione come una delle possibili destinazioni per lo stoccaggio delle scorie nucleari», commenta Cavallo evidenziando che «la posizione dei lucani in proposito non è cambiata dalla marcia dei centomila ad oggi: eravamo e siamo nettamente contrari a fare del nostro territorio la pattumiera d’Italia. La soluzione del deposito unico è sbagliata e inattuale».
Apertura, invece, su una nuova strategia energetica regionale che riconosca alla Basilicata il ruolo di principale fornitore energetico interno:
«La Basilicata contribuisce in maniera sensibile alla bolletta energetica del paese, tuttavia questa sua posizione non è stata finora pienamente riconosciuta in termini di investimenti e occupazione.
Serve costruire un diverso approccio allo sfruttamento delle risorse petrolifere passando da una logica meramente estrattiva ad una logica generativa che significa, innanzitutto, il pieno coinvolgimento delle comunità nei ragionamenti sulla possibile espansione delle attività petrolifere.
La Cisl non ha pregiudizi ideologici verso il petrolio, né verso altre forme di energia, ma tutto va ricondotto ad un quadro strategico pluriennale con obiettivi e ricadute chiari».
Il segretario della Cisl lucana si dice pronto a discutere anche di nucleare di nuova generazione:
«Non va fermata la ricerca in un settore chiave per il futuro energetico del paese, purché ogni eventuale decisione venga assunta in modo trasparente e con il pieno coinvolgimento dei territori e delle comunità, senza imposizioni dall’alto», avverte Cavallo.
«La partita energetica va giocata con strumenti di programmazione nuovi in grado di ancorare gli investimenti allo sviluppo territoriale e al lavoro, cosa che in passato è avvenuta in modo molto marginale.
Sul futuro energetico della nostra regione servono proposte serie e una visione di lungo periodo», conclude il segretario della Cisl.






