Case di comunità, Ospedali di comunità, Centrali operative territoriali: sono i tre vertici del nuovo assetto organizzativo della sanità territoriale alla luce del DM 77 del 2022 e degli interventi infrastrutturali finanziati dal PNRR. Per comprendere lo stato dell’arte di quella che si annuncia – almeno sulla carta – come una vera e propria rivoluzione, la Cisl, in collaborazione con le federazioni del publico impiego e dei medici, ha organizzato un convegno sul tema “Per una nuova sanità territoriale”, che si terrà martedì 30 giugno, alle ore 9:30, nella Sala Arturo Lacava del Museo Archeologico Provinciale di Potenza.
I lavori si apriranno con l’introduzione e i saluti del segretario generale della Cisl Basiiicata Vincenzo Cavallo e del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi. A seguire il primo panel della mattinata dedicato ai “Modelli organizzativi e di servizio delle aziende sanitarie”, che sarà introdotto dagli interventi del segretario regionale della Cisl Fp Pierangelo Galasso e del segretario generale regionale della Cisl Medici Serafino Rizzo. Un panel che gli organizzatori hanno immaginato come momento di confronto tecnico tra il sindacato e il management delle quattro aziende sanitarie lucane: ASP, ASM, AOR San Carlo e CROB. Il secondo panel, sul tema “La medicina del territorio, tra opportunità e criticità”, avrà un taglio decisamente più politico, con gli interventi dell’assessore regionale alla Salute, politiche della persona e PNRR Cosimo Latronico, della segretaria generale della Cisl Medici Luciana Cois e del segretario generale della Cisl Fp Roberto Chierchia. Le conclusioni sono affidate a Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl nazionale.
«Quando si parla di Case di comunità si pensa agli edifici, ma in realtà sono un progetto di società», spiega Cavallo anticipando alcuni passaggi della sua relazione. «Grazie alle risorse del PNRR, ormai nella sua fase conclusiva, abbiamo messo in piedi investimenti rilevanti sulle infrastrutture sanitarie, ma ora arriva la parte più difficile: farle funzionare riempiendole di servizi, professionalità e tecnologie. Vogliamo affrontare questa sfida, con le sue prevedibili criticità, con spirito costruttivo ma senza fare sconti. La carenza di medici, infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali, educatori professionali, particolarmente acuta nelle aree del Mezzogiorno, rischia di trasformare le Case di comunità in scatole vuote. È un rischio che non possiamo correre perché significherebbe vanificare sul nascere l’ultima grande opportunità per riformare nel senso di una maggiore equità e vicinanza ai bisogni delle persone il nostro sistema di assistenza sanitaria», avverte il segretario della Cisl.
Per la Cisl, che si presenta nel ruolo di sindacato propositivo, è indispensabile una cabina di regia partecipata per monitorare l’andamento del nuovo modello e rafforzare tutto ciò che è collaterale alla riforma: trasporti, screening, prevenzione, integrazione tra setting sociale e sanitario; con un occhio di riguardo alle aree interne, dove «la prossimità non si misura in chilometri, ma nella capacità di rispondere ai bisogni delle persone nel momento della fragilità. Il successo di questa nuova architettura della sanità territoriale non si misurerà dal numero delle inaugurazioni, ma dalla capacità delle sue varie articolazioni organizzative di saper intercettare e affrontare una domanda di salute sempre più articolata e complessa», conclude Cavallo.
Basilicata. Sanità territoriale, la CISL chiama a raccolta istituzioni e aziende sanitarie. Il 30 giugno Convegno promosso dal sindacato sul nuovo assetto organizzativo del servizio sanitario regionale
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