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Lavanderie industriali. Presentato alla Camera il modello dell’Osservatorio Legalità

22 Luglio 2026 | Categorie ed Enti CISL

Lavanderie industriali. Presentato alla Camera il modello dell’Osservatorio Legalità

22 Luglio 2026 | Categorie ed Enti CISL

Un sistema basato su indici di congruità, alert economici e analisi dei principali parametri di settore, costruito per individuare situazioni potenzialmente anomale, prevenire il dumping contrattuale e favorire l’emersione dei fenomeni di concorrenza sleale.

È il modello dell’Osservatorio Nazionale sulla Legalità del settore lavanderie industriali e centrali di sterilizzazione, presentato oggi alla Camera dei Deputati da Assosistema Confindustria, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, nell’ambito della conferenza stampa promossa e organizzata dall’On. Silvio Giovine.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra Parlamento, Parti sociali e Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La scelta compiuta dalle Parti sociali nel 2020 e ulteriormente rafforzata con l’ultimo accordo di rinnovo del CCNL sottoscritto il 19 maggio 2026, è stata precisa: non limitarsi a denunciare il dumping, ma costruire un modello operativo di prevenzione e contrasto, capace di far emergere le situazioni nelle quali la competizione tra imprese rischia di fondarsi sulla compressione impropria del costo del lavoro, sull’applicazione di contratti non coerenti con l’attività svolta o sul ricorso distorto alle esternalizzazioni.

L’Osservatorio utilizza l’analisi di settore elaborata da Cerved, soggetto terzo e indipendente, per individuare valori mediani e specifici indici di congruità riferiti alle caratteristiche economiche e organizzative del comparto.

Tra i principali parametri esaminati rientrano il rapporto tra fatturato e costo del lavoro e quello tra fatturato e costo dei servizi. La lettura congiunta di tali indicatori consente di rilevare scostamenti significativi rispetto ai valori ordinari del settore e di generare alert sulle situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Gli alert possono riguardare, tra l’altro, l’applicazione di un contratto collettivo non coerente con l’attività prevalentemente svolta, il ricorso a contratti sottoscritti da soggetti non rappresentativi, un’eccessiva esternalizzazione del personale, l’impiego di cooperative spurie, fenomeni di intermediazione illecita di manodopera o altre anomalie suscettibili di alterare la concorrenza.

Gli indicatori non comportano una valutazione automatica di irregolarità, ma costituiscono una base informativa utile per individuare le situazioni che presentano maggiori elementi di rischio.

Dal 2020 a oggi, l’attività dell’Osservatorio ha prodotto risultati tangibili, contribuendo a far emergere situazioni di dumping e anomalie concorrenziali successivamente regolarizzate. Un esito importante non soltanto per il corretto funzionamento del mercato e per le imprese che rispettano le regole, ma anche per i lavoratori interessati, che hanno potuto beneficiare del ripristino delle corrette condizioni contrattuali e retributive.

In questo percorso assume un ruolo fondamentale l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, al quale ogni anno vengono trasmesse le evidenze emerse dall’attività dell’Osservatorio, insieme ai riferimenti territoriali delle imprese interessate. L’obiettivo è mettere a disposizione dell’INL un primo quadro conoscitivo utile a orientare le attività di verifica e vigilanza.

La vera sfida dell’Osservatorio non è soltanto quella di supportare l’attività di vigilanza ma soprattutto quella di sviluppare un sistema di prevenzione. L’obiettivo è consentire alle imprese, alle Parti sociali e alle Istituzioni di intercettare tempestivamente gli indicatori di anomalia, favorendo l’emersione delle criticità prima che possano tradursi in violazioni della normativa o in fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale.

Il lavoro sviluppato dalle Parti sociali assume oggi un significato ancora più attuale alla luce della necessità di garantire non soltanto il trattamento minimo, ma l’intero trattamento complessivo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Tale trattamento comprende l’insieme delle componenti economiche e normative garantite dal CCNL: retribuzione, maggiorazioni, indennità, welfare contrattuale, bilateralità, formazione, salute e sicurezza e tutte le ulteriori tutele previste dal contratto. È su questo complesso di diritti e trattamenti che dovrà concentrarsi l’attività di vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, assicurando la piena e corretta applicazione del CCNL di riferimento.

Un’ulteriore novità rilevante introdotta con l’accordo di rinnovo riguarda la perimetrazione diretta dell’ambito di applicazione del CCNL. Il contratto deve essere individuato in coerenza con l’attività effettivamente esercitata dall’impresa, desunta dal codice ATECO, dall’attività prevalente o, nei casi in cui l’accertamento riguardi uno specifico sito produttivo, dall’attività concretamente svolta nello stabilimento oggetto di verifica.

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