“La soluzione per l’ex-Ilva passa per una forte partecipazione dello Stato nel nuovo assetto societario” cosi il segretario generale Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, in un’intervista pubblicata oggi su La Stampa.
“Non mi pare ci sia la fila di soggetti privati interessati all’ex-Ilva – dice il sindacalista – serve l’intervento pubblico e le risorse necessarie per il rilancio e la decarbonizzazione”.
In vista del prossimo tavolo tecnico previsto per l’8 ottobre a Torino il sindacalista – ieri ad Alessandria – ribadisce con forza il “no” ad ipotesi di ridimensionamento, “non conosciamo progetti di ipotetiche cordate nazionali, ma sento parlare di spezzatino e “mini Ilva” una prospettiva che alla FIM non piace affatto”.
Questa vicenda si trascina ormai da più di 14 anni è assurdo.
Al centro delle preoccupazioni – del leader della FIM – vi sono la continuità produttiva, la salvaguardia degli impianti e la tenuta occupazionale,degli stabilimenti, “parliamo di diecimila persone oltre l’indotto, numeri enormi con ricadute fortissime sui territori”. A pagare il prezzo più alto di questa vertenza sono sempre e solo i lavoratori “.
In vista dell’appuntamento di ottobre con le Regioni Piemonte e Liguria, la Fim-Cisl insisterà su una soluzione che punti a trovare una soluzione per l’intero gruppo insieme a maggiori tutele a tutti i lavoratori.
Infine, Uliano fa un appello diretto ai lavoratori: “Resistete al canto delle sirene e non fatevi irretire da chi prospetta soluzioni semplici e illusioni”.






