I nuovi dati del ministero dell’Interno mostrano una flessione di convalide e di esecuzioni. Il sindacato inquilini avverte: «Il disegno di legge all’esame del Senato rischia di riaccendere l’emergenza e di colpire anche le famiglie che pagano regolarmente l’affitto»
Roma, 8 ottobre 2026 – Nel 2025 gli sfratti in Italia sono diminuiti rispetto all’anno precedente, ma il fenomeno resta strutturale e non va sottovalutato. È l’analisi che il Sicet, il sindacato degli inquilini della Cisl, fa dei dati appena diffusi dal ministero dell’Interno. Secondo il sindacato «il calo non giustifica né allarmismi né letture semplicistiche e, soprattutto, non può diventare un argomento a favore del disegno di legge sull’accelerazione degli sfratti, oggi all’esame della Commissione Giustizia del Senato». Rispetto al 2024 le convalide di sfratto sono scese del 7,5%, le richieste di esecuzione del 23,69% e gli sfratti eseguiti del 14,27%. Valori ormai lontani dai picchi della crisi seguita alla recessione del 2008-2009. In controtendenza, però, crescono le convalide per finita locazione: 8.415 nel 2025, il 7% in più dell’anno precedente e quasi il doppio rispetto al periodo 2014-2021, quando si fermavano a poco più di 4.000 l’anno, con il minimo di 3.272 nel 2020 dovuto alla chiusura degli uffici giudiziari per il Covid. Si tratta di famiglie che perdono la casa senza avere alcun debito con il proprietario.
«Il calo degli sfratti non deve indurre a sottovalutare un fenomeno strutturale, legato alla grave carenza di adeguate politiche abitative», dichiara il segretario generale del Sicet Cisl Fabrizio Esposito, specificando che «negli ultimi venticinque anni l’andamento degli sfratti è stato altalenante e insidioso. Proprio ora che i numeri sembrano migliorare, una legge che accelera gli sfratti rischia di innescare una nuova recrudescenza, con gravi contraccolpi sociali». Per il sindacato il disegno di legge è sbilanciato a favore della proprietà e non affronta il vero nodo, cioè la mancanza di alloggi a canone sostenibile. Nel mirino del Sicet Cisl c’è innanzitutto il nuovo procedimento di ingiunzione per finita locazione che, proprio mentre questi sfratti aumentano, colpirebbe anche le famiglie che pagano regolarmente l’affitto.
Il sindacato critica anche alcuni emendamenti della maggioranza che inaspriscono ulteriormente il disegno di legge, come l’istituzione di un registro nazionale degli inquilini morosi per certificarne l’affidabilità economica e sociale che «pare colpevolizzare a priori chi non riesce a pagare» o la previsione di una penale minima di 50 euro al giorno in caso di ritardato rilascio dell’immobile: «Presentarla come un incentivo a lasciare prima la casa significa ignorare che oggi, molto spesso, alternative a canone sostenibile non esistono», avverte il segretario del Sicet. Perplessità suscita, infine, l’obiettivo, dichiarato dal relatore Pierantonio Zanettin, di «dimezzare, e forse anche ridurre a un terzo» i tempi delle esecuzioni, affiancando agli ufficiali giudiziari altre figure delegate dal giudice: «La maggioranza sembra dimenticare che non si tratta di materiale da spostare da un luogo all’altro, ma di persone in carne e ossa», conclude Esposito.






