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Basilicata. Politiche sociali: la Cisl chiama a raccolta istituzioni e Terzo settore sul futuro del welfare regionale

16 Ottobre 2026 | Dai Territori > Basilicata

Basilicata. Politiche sociali: la Cisl chiama a raccolta istituzioni e Terzo settore sul futuro del welfare regionale

16 Ottobre 2026 | Dai Territori > Basilicata

Spopolamento, invecchiamento, solitudine delle persone (in particolare anziani) e isolamento delle aree interne: sono questi i fattori che rendono l’assistenza territoriale una delle sfide più urgenti per la Basilicata. E mentre cambia il quadro normativo, con la riforma della non autosufficienza che punta a semplificare l’accesso ai servizi socio-sanitari e a favorire la permanenza a domicilio, resta aperta una domanda: l’assistenza è davvero un diritto esigibile? Per discuterne la Cisl Basilicata, insieme alle federazioni dei pensionati (Fnp Cisl), del pubblico impiego (Cisl Fp) e dei servizi (Fisascat Cisl), ha organizzato un convegno sul tema «Cura e presa in carico nell’assistenza territoriale. Il sindacato agente di contrattazione sociale» che si terrà martedì 20 ottobre, alle ore 9:30, nel Centro polifunzionale Caritas di Tito Scalo (PZ), alla presenza del segretario nazionale della Cisl Sauro Rossi.
 
Molto denso il programma della mattinata con numerosi ospiti in rappresentanza del sindacato, delle istituzioni e del Terzo settore. Dopo i saluti del sindaco di Tito Fabio Laurino, i lavori si apriranno con la relazione introduttiva del segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. A seguire, il primo focus sul tema: «L’assistenza territoriale in Basilicata tra fragilità e demografia: un diritto sociale esigibile?». Interverranno i segretari generali regionali di Fnp Cisl, Fisascat Cisl e Cisl Fp, Giuseppe Amatulli, Michelangelo Ferrigni e Pierangelo Galasso, insieme alla portavoce del Forum Terzo Settore Basilicata Carmela De Vivo e al presidente dell’Anci Basilicata Gerardo Larocca. 
 
Il secondo focus sarà dedicato al cuore della proposta cislina: «La contrattazione sociale come fattore di sviluppo territoriale e democratico». A discuterne saranno il sociologo Massimiliano Colombi, coordinatore scientifico di B.live Fondazione ETS, e le segretarie nazionali Aurora Blanca (Fisascat Cisl), Anna Maria Foresi (Fnp Cisl) e Sonia Uccellatori (Cisl Fp), con l’assessore regionale alle Politiche per la persona Cosimo Latronico. Concluderà i lavori Sauro Rossi, segretario confederale della Cisl nazionale. Il convegno sarà moderato dalla segretaria confederale della Cisl Basilicata e responsabile del Centro studi Pensiero Futuro, Luana Franchini.
 
«Un diritto non è tale perché è scritto in una norma o in un piano: è tale quando una persona, in qualunque punto della regione si trovi, sa a chi rivolgersi, sa che riceverà una risposta, sa in quanto tempo la riceverà», spiega Cavallo anticipando alcuni passaggi della sua relazione. «Con il ciclo del PNRR che si chiude, la domanda non è più quante strutture abbiamo realizzato, ma se queste strutture funzionano. Una Casa di Comunità senza medici, infermieri, assistenti sociali, operatori socio-sanitari è un edificio, non un servizio. C’è poi il nodo della frammentazione tra sanità e sociale, tra Regione, Aziende sanitarie, ambiti, Comuni e Terzo settore. Presa in carico, per noi, significa che è il sistema che si fa carico della persona, non la persona che deve farsi carico delle inefficienze del sistema», avverte il segretario della Cisl che rilancia sulla contrattazione e sul Patto sociale come leve di cambiamento. 
 
Le richieste sono precise: alla Regione, un tavolo permanente sull’attuazione dell’assistenza territoriale e sulla non autosufficienza, con dati pubblici e verificabili, e un piano straordinario per il personale sanitario e socio-sanitario nelle aree interne; ai Comuni e agli Ambiti, la contrattazione sociale come metodo ordinario di governance dei servizi, a partire da bilanci e piani di zona». La Cisl rivendica anche appalti che rispettino i contratti collettivi più rappresentativi, lo stop al massimo ribasso e il sostegno concreto ai caregiver familiari. «I servizi di cura non sono solo una spesa: sono occupazione qualificata, sono un motivo per restare in un paese, sono un pezzo decisivo della lotta allo spopolamento. Un territorio senza servizi è un territorio che si svuota. Il nostro compito, come sindacato, è fare in modo che la risposta ai bisogni non dipenda dalla fortuna o dalla buona volontà degli operatori, ma da un sistema che funziona e da diritti concretamente esigibili dai cittadini lucani», conclude Cavallo.
 

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