Elevare il valore massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto e il leasing delle autovetture utilizzate dagli agenti e rappresentanti di commercio, fermo a 25.822,84 euro, mantenendo invariata all’80% la percentuale di deducibilità, per riallineare la normativa agli attuali prezzi di mercato e riconoscere la specificità di un’attività professionale caratterizzata da una mobilità strutturale e continuativa.
È la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali e associazioni di categoria Agenti Fnaarc, Fiarc, Fisascat Cisl, Uiltucs Agenti, Ugl Terziario e Usarci nel corso dell’incontro con il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, al quale è stata consegnata una lettera congiunta per sollecitare un intervento nella imminente Legge di Bilancio.
Al centro del confronto, la necessità di aggiornare i parametri fiscali previsti dall’articolo 164 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), rimasti sostanzialmente invariati dal 1997, nonostante il significativo aumento dei prezzi delle autovetture e l’evoluzione delle esigenze professionali della categoria.
La questione interessa circa 200mila agenti e rappresentanti di commercio che svolgono un ruolo strategico per il sistema produttivo nazionale, intermediando un volume d’affari complessivo stimato in circa 500 miliardi di euro, pari al 25% del Pil italiano.
L’attuale normativa riconosce agli agenti e rappresentanti di commercio la deducibilità dell’80% dei costi dell’autovettura, entro un valore massimo fiscalmente riconosciuto di 25.822,84 euro per acquisto e leasing. Una soglia corrispondente ai 50 milioni di lire stabiliti nel 1997, con effetto dal 1998, successivamente convertiti in euro senza alcun adeguamento, mentre il costo di un’automobile idonea all’utilizzo professionale è nel frattempo più che raddoppiato.
Una situazione che, aggravata dai rincari dei carburanti e dall’aumento complessivo delle spese di mobilità, incide sulla sostenibilità economica dell’attività. Per gli agenti e rappresentanti di commercio, infatti, l’automobile costituisce uno strumento di lavoro indispensabile, necessario per raggiungere quotidianamente clienti, imprese e territori.
L’attuale limite fiscale non rispecchia più il valore di un veicolo in grado di garantire adeguati standard di sicurezza, affidabilità e comfort per le lunghe percorrenze professionali e rende più difficile anche il passaggio a soluzioni di mobilità a minore impatto ambientale.
Le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria esprimono soddisfazione per l’esito positivo dell’incontro e per l’attenzione riservata dal viceministro Leo alle istanze rappresentate.
Il confronto, approfondito e costruttivo, ha consentito di esaminare nel merito le criticità dell’attuale disciplina fiscale e le possibili soluzioni, anche alla luce dei vincoli di bilancio e delle risorse disponibili. In particolare, è stata valutata la possibilità di individuare interventi collegati al rinnovo del parco auto e agli obiettivi di transizione ecologica, quale possibile percorso per favorire un aggiornamento dei parametri di deducibilità.
Pur nella consapevolezza delle difficoltà connesse alla prossima manovra di bilancio, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria esprimono fiducia nella possibilità di individuare una soluzione concreta alle esigenze della categoria, auspicando che il confronto avviato possa tradursi in misure capaci di coniugare equità fiscale, sostenibilità economica dell’attività professionale e innovazione ambientale.






