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Sardegna. La Cisl da Arbatax: «L’industria nella regione ha un futuro. Ora servono strategia, investimenti e buon lavoro»

27 Ottobre 2026 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. La Cisl da Arbatax: «L’industria nella regione ha un futuro. Ora servono strategia, investimenti e buon lavoro»

27 Ottobre 2026 | Dai Territori > Sardegna

Da una realtà industriale come Saipem un messaggio chiaro: l’isola può avere industria avanzata, competenze e professionalità di alto livello. Il sindacato rilancia la proposta di un Libro Bianco per la politica industriale regionale

La Sardegna ha le competenze e le potenzialità per costruire un sistema industriale moderno e competitivo, ma servono una strategia di lungo periodo, investimenti e scelte capaci di trasformare le risorse dell’Isola in sviluppo e occupazione di qualità. È il messaggio lanciato questo pomeriggio dalla CISL Sardegna e dalla CISL Ogliastra ad Arbatax, durante l’assemblea territoriale ospitata nello stabilimento Saipem nell’ambito del percorso di confronto sul Libro Verde.

Al centro dell’iniziativa, il futuro dell’industria sarda, il rapporto tra energia e sviluppo, la valorizzazione delle competenze e la necessità di rafforzare la qualità del lavoro. Un confronto che ha coinvolto lavoratrici, lavoratori, rappresentanze sindacali e categorie, partendo dall’esperienza produttiva del territorio per affrontare le sfide dell’intera regione.

«Non possiamo continuare a intervenire soltanto quando le crisi industriali sono già esplose – ha dichiarato il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda –. Le vertenze aperte dimostrano che occorre cambiare passo, con decisioni tempestive e responsabilità chiare. Ma non basta gestire le emergenze: dobbiamo decidere quale industria vogliamo costruire nei prossimi dieci anni, quali filiere rafforzare e quali nuovi investimenti attrarre».

Da qui la proposta della CISL di costruire un Libro Bianco della politica industriale sarda, attraverso il confronto tra Regione, parti sociali, imprese, università e ricerca. Uno strumento per definire priorità, risorse, tempi e obiettivi verificabili, collegando politica industriale, transizione energetica, infrastrutture e formazione.

«La Sardegna non può diventare soltanto il luogo in cui si produce energia destinata altrove – ha aggiunto Ledda –. Dobbiamo creare le condizioni affinché intorno all’energia crescano attività produttive, tecnologie, ricerca, manutenzione e nuove professionalità. Anche i grandi investimenti nella ricerca e nell’innovazione possono diventare un’opportunità industriale, a condizione che sappiamo collegarli alle competenze e al sistema delle imprese dell’Isola».

Un richiamo anche al valore del lavoro. «Non basta creare occupazione: dobbiamo creare lavoro stabile, sicuro, qualificato e meglio retribuito. La crescita della produttività e l’innovazione devono tradursi in un miglioramento concreto delle condizioni di chi lavora, attraverso la contrattazione e una maggiore partecipazione alle scelte delle imprese».

Il valore della contrattazione è stato richiamato anche dal segretario generale della CISL Ogliastra, Michele Muggianu, che ha ricordato il risultato raggiunto con l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Energia e del Petrolio nello stabilimento di Arbatax.

«Nessun diritto arriva per concessione: questo risultato è il frutto della coerenza, della determinazione e del lavoro della CISL e della FEMCA – ha sottolineato Muggianu –. Dimostra che quando il sindacato mette in campo competenza e capacità negoziale, i risultati arrivano e possono cambiare concretamente le condizioni delle persone.  Il riconoscimento delle professionalità, la sicurezza e la stabilità occupazionale sono fondamentali per dare prospettive alle persone, ai giovani e alle imprese dell’indotto».

Sull’importanza del sito produttivo e sul ruolo della rappresentanza sindacale interviene anche Luca Velluto, segretario generale della FEMCA CISL Sardegna: «Per la FEMCA, il sito Saipem di Arbatax rappresenta una realtà importante di una delle aziende di riferimento del settore. Il passaggio al CCNL Energia e Petrolio è stato fondamentale e continuerà a esserlo per il futuro. Oggi siamo qui per confermare il nostro sostegno al lavoro della RSU e rafforzare il nostro impegno per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori».

Un impegno che guarda anche alle trasformazioni che attendono il settore industriale.

Per Muggianu, il futuro dell’industria non può essere separato dal protagonismo delle persone che la rendono possibile. La transizione energetica e digitale, l’automazione e l’intelligenza artificiale richiedono investimenti nella formazione permanente e un coinvolgimento effettivo dei lavoratori nelle scelte aziendali. L’innovazione deve contribuire a migliorare la sicurezza, ridurre i rischi e creare professionalità qualificate, senza trasformarsi in un fattore di precarietà o di esclusione.

«I lavoratori non sono semplici esecutori delle decisioni aziendali, ma una risorsa fondamentale per affrontare le trasformazioni e costruire il futuro delle imprese – ha evidenziato il segretario della CISL Ogliastra –. Partecipare significa poter incidere sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi, sulla sicurezza e sulla distribuzione dei risultati. Per questo la formazione e il confronto con le rappresentanze sindacali devono accompagnare ogni processo di cambiamento».

Per la CISL lo sviluppo produttivo deve procedere insieme al rafforzamento dei servizi, dei trasporti e delle infrastrutture, soprattutto nei territori che rischiano di essere penalizzati dalle distanze e dall’insularità.

«Il futuro industriale dell’Isola non si costruisce con interventi isolati o documenti destinati a rimanere sulla carta – concludono i due segretari–. Servono una visione condivisa e impegni verificabili, capaci di tenere insieme sviluppo, competenze, lavoro di qualità e coesione territoriale. La sfida è passare dall’ascolto alle scelte».

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