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Electrolux. Fim Cisl: «Passi avanti ma ancora insufficienti, servono coperture e garanzie su occupazione e R&S»

3 Novembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Electrolux. Fim Cisl: «Passi avanti ma ancora insufficienti, servono coperture e garanzie su occupazione e R&S»

3 Novembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Va avanti dalle 13 di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo sulla vertenza Electrolux dopo l’annuncio questa estate di una pesante ristrutturazione da parte della multinazionale scandinava.

E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta del Segretario generale FIM CISL a Ferdinando Uliano e del Segretario nazionale FIM CISL Massimiliano Nobis

Per la FIM, sono stati fatti passi avanti ma ancora insufficienti sfruttando ogni margine e attendere tutto il tempo a disposizione per raggiungere quel punto di equilibrio indispensabile a mettere in sicurezza l’occupazione e le prospettive del gruppo nel nostro Paese.

Uno dei nodi centrali del tavolo tecnico di oggi ha riguardato lo stabilimento di Cerreto D’Esi. Le posizioni espresse, dall’azienda al tavolo politico, sembrano andare nella direzione di evitare il ridimensionamento e la chiusura del sito evolvendo da un rischio di fermata senza tutele a una fase di transizione verso la reindustrializzazione.

Aspettiamo però – sottolineano Uliano e Nobis di esaminare i testi definitivi, la linea attuale punta a scongiurare l’impoverimento occupazionale e a mantenere la produzione basandosi sugli ultimi volumi disponibili.

Sul fronte delle eccedenze complessive dichiarate dall’azienda, pari a circa 1.041 esuberi al netto di Cerreto, le riduzioni prefigurate impattano in modo diffuso su tutti i siti italiani, da Susegana a Forlì fino a Solaro. Per quanto riguarda Porcia, l’apertura ad aumentare dal 30% a oltre il 50% la quota di produzione delle lavasciuga rappresenta un primo segnale di svolta rispetto all’ipotesi di deindustrializzazione inizialmente prospettata, ponendo le basi per un ragionamento di prospettiva più ampio.

Per la tenuta dei livelli occupazionali, la FIM considera importante il ricorso ai contratti di espansione per evitare un’ulteriore riduzione del saldo dei lavoratori diretti. Poiché tale strumento non è al momento disponibile, abbiamo chiesto al Governo un impegno politico formale al tavolo, da sancire nel verbale di accordo, per individuarne le necessarie coperture finanziarie.

In merito alla gestione sociale del personale, viene considerata prioritaria la tutela di chi ha già subito percorsi di precarietà o perdita del posto durante la vertenza, riconoscendo loro un diritto di precedenza nelle eventuali fasi di reintegro. Parallelamente, si richiede la formalizzazione nell’accordo della cassa integrazione a rotazione, applicata tenendo conto delle professionalità e delle ridotte capacità lavorative.

Infine, come FIM sollecitiamo chiarimenti sul piano da 90 milioni di euro di investimenti, sottolineando che la razionalizzazione delle funzioni impiegatizie e indirette non deve tradursi nella soppressione dei presidi di progettazione e Ricerca e Sviluppo, elementi indispensabili per garantire la tenuta industriale futura del gruppo in Italia.

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