All’indomani della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle infrastrutture viarie e ferroviarie, la Cisl Basilicata rilancia la propria posizione e rivendica il diritto alla mobilità per tutti i lucani, senza distinzioni tra piccoli e grandi centri.
«Il tema dell’accesso alla rete dei trasporti – commenta il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo – non è solo una questione di logistica o di infrastrutture, ma rappresenta un pilastro fondamentale per l’esercizio dei diritti civili e sociali garantiti dalla Costituzione italiana: il diritto alla mobilità è la condizione per esercitare ogni altro diritto, dalla salute all’istruzione, al lavoro.
Per questo le infrastrutture non possono diventare terreno di contrapposizione politica: i lucani hanno bisogno di scelte condivise, risorse certe e cronoprogrammi rispettati.
Accogliamo con favore l’inserimento della tratta Romagnano-Tito-Potenza tra le priorità di Rfi e l’avvio della progettazione, ma un annuncio non è un cantiere, e vigileremo affinché alla progettazione seguano finanziamenti e tempi di realizzazione certi».
Secondo il segretario della Cisl «la Basilicata deve essere agganciata, con infrastrutture e collegamenti adeguati, ai grandi nodi dell’alta velocità delle regioni limitrofe, potenziando i collegamenti rapidi lungo il corridoio Ovest-Est con Battipaglia, Salerno e Napoli, integrandosi con il sistema dei trasporti della Campania; verso la Puglia, rendendo velocemente accessibile l’interscambio con Bari e Taranto; ed anche verso la Calabria, migliorando qualitativamente e quantitativamente l’accesso alla dorsale jonica per connettere agilmente l’area Sud della Basilicata al corridoio ferroviario della Calabria, che negli ultimi anni è stato notevolmente migliorato e potenziato».
Altro tema caldo, emerso con forza anche nel dibattito consiliare, è quello dei collegamenti interni alla regione e della viabilità nelle aree interne:
«Il trasporto su autobus – continua Cavallo – rappresenta il pilastro della mobilità pubblica per la maggior parte dei 131 comuni lucani, molti dei quali situati in aree interne a bassa densità abitativa.
L’affidabilità delle corse nelle zone montane è spesso minata da una rete stradale fragile a causa del dissesto idrogeologico e della scarsa manutenzione; inoltre la bassa domanda in termini numerici in alcune aree interne rende difficile mantenere l’equilibrio economico dei servizi senza sostanziosi sussidi pubblici.
È questo il motivo che ci spinge a pensare che per i collegamenti interni alla nostra regione sia necessario puntare sempre di più su mezzi di trasporto più piccoli e, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della geolocalizzazione, orientarsi verso un sistema di trasporto a chiamata.
È necessario che il sistema dei trasporti ed il più ampio sistema della mobilità in Basilicata si addentri nell’ottica della sperimentazione e dell’innovazione, in una visione di Basilicata regione cerniera e non regione remota».
Per la Cisl la frammentazione del trasporto pubblico locale non più sostenibile ed è perciò «necessario puntare all’istituzione di un bacino unico regionale gestito da un unico operatore, poiché la parcellizzazione delle linee e la proliferazione di micro-aziende hanno prodotto soltanto inefficienze, disservizi e profonde ingiustizie sociali.
Dopo la seduta di ieri ci aspettiamo che la Regione passi dalle parole agli atti, aprendo il confronto con le parti sociali sulla riforma del Tpl, perché dall’isolamento si esce tutti insieme».










