Siglati gli accordi sullo smart working nelle società del Gruppo Deloitte Italia, network di servizi professionali alle imprese presente sul territorio nazionale con 24 sedi e circa 15mila dipendenti. Le intese, rivolte al personale non dirigenziale, saranno in vigore dal 1° dicembre 2026 al 30 novembre 2029.
La sottoscrizione arriva dopo il difficile confronto sulla riduzione delle giornate da remoto, giunto a una fase di stallo nel mese luglio. La Fisascat Cisl aveva contestato la stretta sul lavoro agile, richiamando in particolare le conseguenze per i quasi 3.000 dipendenti residenti a oltre 100 chilometri dalle sedi di lavoro, sollecitando tutele effettive e impegni vincolanti per salvaguardare la continuità occupazionale e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Determinante nella definizione degli accordi il contributo delle Rsa della federazione cislina, soprattutto sulle misure di conciliazione e di tutela del personale fragile.
Le intese prevedono differenti modalità di articolazione del lavoro agile nelle società del network Deloitte Italia, in relazione alle specifiche esigenze organizzative e alle attività svolte. In particolare, è prevista una presenza minima settimanale di due o tre giornate presso le sedi aziendali o i clienti, con la possibilità di richiedere rispettivamente fino a tre o due giornate di smart working. La fruizione delle giornate da remoto resta subordinata all’autorizzazione aziendale e alle esigenze organizzative e produttive.
Sarà possibile, inoltre, richiedere fino a cinque giornate settimanali da remoto nella settimana di Pasqua e in quella successiva, dal 15 luglio al 15 settembre e dal 15 dicembre al 15 gennaio. Previste ulteriori possibilità in situazioni emergenziali e forme di flessibilità individuale per esigenze di salute, genitorialità e assistenza familiare, sempre secondo le condizioni e le autorizzazioni stabilite. Confermati il diritto alla disconnessione e le tutele in materia di riposi e sicurezza.
Gli accordi prevedono inoltre sei mesi di accompagnamento all’applicazione delle nuove regole, senza provvedimenti per eventuali violazioni degli accordi sul lavoro agile, salvo comportamenti scorretti o gravi secondo le fattispecie previste. Il monitoraggio sindacale sarà di norma semestrale nei primi diciotto mesi, per verificare l’applicazione delle intese e affrontare eventuali criticità.
«La conclusione di questo negoziato conferma il ruolo della contrattazione collettiva nel governo delle trasformazioni dell’organizzazione del lavoro» ha dichiarato Luigi Spinzi, segretario nazionale della Fisascat Cisl. «Determinante è stato il lavoro delle nostre Rsa, che hanno messo a disposizione competenze e conoscenza delle situazioni concrete, contribuendo a qualificare le intese sui temi della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori fragili. Il monitoraggio – ha concluso il sindacalista – rappresenta uno strumento di partecipazione, attraverso il quale verificare insieme alle rappresentanze sindacali l’applicazione degli accordi e affrontare le criticità. Anche il periodo di transizione di sei mesi assume un valore significativo: favorire il passaggio al nuovo modello organizzativo con gradualità, accompagnando le persone nell’adattamento alle nuove regole. Continueremo a vigilare affinché le esigenze produttive siano contemperate con i diritti, la dignità e la sostenibilità delle condizioni di lavoro».
«La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori residenti lontano dalle sedi aziendali è stata una delle questioni più delicate dell’intera trattativa» ha sottolineato Sara Mangone, segretaria generale della Fisascat Cisl Lombardia. «Abbiamo evidenziato fin dall’inizio le conseguenze che un obbligo generalizzato di rientro avrebbe potuto determinare su persone che, negli anni, hanno organizzato la propria vita personale e familiare sulla base del lavoro agile. Le nuove disposizioni – ha concluso – dovranno essere gestite con attenzione alle singole situazioni, valorizzando le possibilità di flessibilità previste e prevenendo ricadute negative sulla continuità occupazionale. Il confronto sindacale non si esaurisce con la firma: sarà fondamentale verificare nel tempo l’effettiva sostenibilità del nuovo modello e intervenire tempestivamente sulle criticità che dovessero emergere».






