“La Regione Lazio cambia in corsa le regole del gioco, puntando su offerte al massimo ribasso e mettendo a rischio non solo centinaia di posti di lavoro, ma la stessa salute dei cittadini. Sugli appalti di noleggio biancheria degli ospedali chiediamo un incontro urgente con noi e Assosistema”. Questa la posizione delle Segreterie di Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL di Roma e Lazio sulla decisione della Pisana di mettere in discussione i termini dei servizi che le lavanderie industriali offrono agli ospedali laziali. Un’attività delicata, che impegna sul territorio centinaia di lavoratori, tra stabilimenti, servizi di guardaroba e centrali di sterilizzazione.
“Nelle more della scadenza del bando – segnalano i sindacati – registriamo un’importante anomalia ovvero la modifica della formula di valutazione economica delle offerte, con l’incremento da 0,4 a 0,7 del coefficiente da moltiplicare al rapporto tra ribassi. Tale variazione favorisce i soli aspetti economici, a scapito di quelli qualitativi che invece erano stati previsti in sede di indizione di gara. La denuncia è condivisa da Assosistema, che ha presentato un intervento ad adiuvandum nel ricorso al TAR sull’illegittimità della gara stessa, insieme ad altre due aziende del settore”.
“Aggiudicare appalti attraverso un meccanismo che premia il massimo ribasso, senza tener conto della qualità – ricordano i sindacati – è un vecchio adagio della Pisana. A quattro anni dall’ultima gara bandita e assegnata con tale approccio, ci ritroviamo con aziende che non hanno garantito nemmeno i servizi minimi previsti sui capitolati o che ritardano in maniera sistematica le retribuzioni, a valle dei bassissimi o quasi nulli margini di guadagno e degli scarsi flussi di cassa”.“Gli organi di stampa – riferiscono le Segreterie – stanno rilevando da tempo la mancanza di biancheria negli ospedali. Spesso il personale risulta essere sprovvisto di divise. Sovente ci troviamo a discutere con aziende appaltanti, sulla mancata applicazione dei protocolli di sicurezza del lavoro, ritenuti dalle stesse un costo evitabile. L’igiene e la sicurezza non sono costi, ma obblighi di legge, a tutela di tutte le persone, cittadini, cittadine, lavoratrici e lavoratori. Dovremmo averlo imparato dalla lezione impartita dal Covid. Dovremmo ricordare sempre l’art. 32 della nostra Costituzione che recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
“Sono anni che la Filctem CGIL, la Femca CISL e la Uiltec UIL di Roma e Lazio reclamano un tavolo di confronto alla Regione Lazio – concludono – per rappresentare la situazione di costante pressione vissuta dal settore. Chiediamo almeno di onorare l’impegno preso sul monitoraggio dell’andamento degli appalti, dei livelli occupazionali dichiarati e poi effettivamente impiegati, del benessere dei lavoratori e della qualità del servizio offerto ai cittadini”.
Appalti lavanderie industriali. Sindacati: La regione Lazio cambia in corsa le regole del gioco sugli ospedali
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