Sulle misure per la continuità sul sostegno, oggetto del decreto ministeriale del 26 febbraio, ribadisco il giudizio totalmente negativo della CISL Scuola: se favorire la continuità didattica è un obiettivo giusto, la strada scelta per conseguirlo è sbagliata, per tante ragioni. È di tutta evidenza che a compromettere alla radice la continuità didattica è la precarietà del lavoro, particolarmente estesa proprio sui posti di sostegno. È questa la vera causa da aggredire, con opportuni interventi strutturali, a carattere permanente, in materia di organici e di formazione e reclutamento del personale. Il concetto è ripreso nello stesso parere del CSPI, che pure i consiglieri eletti nelle liste CISL Scuola non hanno votato e che risulta ancora una volta totalmente disatteso. In quel parere sono elencati numerosi elementi di criticità rilevabili nel provvedimento esaminato, a partire dalla sottolineatura del rischio che si corre legando la continuità alla sola conferma del docente di sostegno, un’impostazione che finisce per avallare e legittimare, anziché contrastare, l’errata prassi di affidare lo studente con disabilità alla cura di un’unica figura di docente, piuttosto che valorizzare quest’ultima come risorsa dell’intera classe. Ed è ancora il CSPI a osservare i profili di incompatibilità del decreto con i criteri di trasparenza e imparzialità nella gestione delle graduatorie per le supplenze, mettendo soprattutto in evidenza come l’attribuzione alla famiglia della facoltà di individuare le risorse più adeguate a una proposta didattica coerente e qualificata possa non garantire una valutazione fondata su criteri oggettivi e su consolidate competenze pedagogiche. Sotto questo aspetto, inoltre, appare gravissimo il vulnus che si determina nella gestione di un lavoro pubblico, consentendo che su di esso intervengano, con poteri discrezionali, soggetti esterni al sistema scolastico, fuori da ogni reale garanzia di imparzialità e trasparenza. Il nostro netto e fermo dissenso ci spinge, oltre che a proseguire nelle iniziative volte a ottenere in materia le necessarie modifiche legislative, a mettere in campo anche le opportune azioni per impugnare in sede legale l’applicazione del decreto, al fine di verificare gli eventuali profili di illegittimità dei provvedimenti assunti in base a quanto il decreto stesso prevede. Nel frattempo continueremo a chiedere che si faccia di più per garantire al sistema scolastico condizioni di lavoro qualificato e stabile, presupposto essenziale per una continuità didattica che non può essere assicurata da interventi solo di facciata.
Barbacci (Cisl Scuola): “Sul sostegno la strada sbagliata per un obiettivo giusto”
Barbacci (Cisl Scuola): “Sul sostegno la strada sbagliata per un obiettivo giusto”
IN PRIMO PIANO
Caporalato. Fumarola: «Non esiste integrazione senza diritti. Il lavoro regolare e la scuola sono le vere infrastrutture della legalità»
«Non esiste integrazione senza diritti. Non esiste inclusione senza lavoro regolare. Non esiste sicurezza quando prosperano sfruttamento, lavoro nero, caporalato e ricatto». Lo ha dichiarato la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi...
ATTUALITÀ
Decreto Primo Maggio. Fumarola: «Emendamento relatori a Dl lavoro sbagliato e inefficace. Rischia di trasformarsi in pasticcio, anche interpretativo»
«Sbagliato nelle intenzioni, inefficace nella forma. L'emendamento dei relatori al decreto primo maggio rischia di trasformarsi in un pasticcio, anche interpretativo, di cui nessuno davvero sente il bisogno». Lo ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela...
IN EVIDENZA
Previdenza. Ganga: «Bisogna fare di più per l’accesso di tutti al secondo pilastro previdenziale. Il governo sia coerente nel regolamentare e innovare la previdenza complementare»
«I dati presentati oggi sulla previdenza complementare dal Presidente della COVIP Mario Pepe danno atto del costante miglioramento del numero degli iscritti e del patrimonio e ciò è positivo. Sebbene migliori anche il dato relativo alle iscrizioni dei giovani under 35...






