Lo scorso, 19 giugno 2026, Arçelik A.Ş. ha annunciato anche l’acquisizione del 25% delle quote attualmente detenute da Whirlpool EMEA Holdings LLC in Beko Europe B.V. da parte di Beko B.V, che
in un comunicato alle parti sindacali Beko Europe B.V. dichiara: “La piena proprietà di Beko Europe rappresenta un passo strategico deliberato in avanti. Con il 100% della proprietà di Beko Europe, Arçelik assume la piena titolarità del business e una struttura di governance semplificata per le attività europee di produzione, vendite e marketing sotto Beko Europe.
Gli accordi di licenza del marchio Whirlpool, che consentono a Beko Europe di produrre e vendere prodotti con il marchio Whirlpool in Europa, restano in vigore.”
“Era il 17 gennaio 2023 quando Arçelik e Whirlpool, annunciarono la nascita di una nuova società con il 75% a capo dei Turchi e il 25% degli americani” – commenta Massimiliano Nobis Segretario nazionale della Fim Cisl- L’accordo comprendeva le 38 filiali europee di Whirlpool e i 9 siti produttivi situati in Italia, Polonia, Slovacchia e Regno Unito, nonché i 2 impianti produttivi di Arçelik in Romania e le 25 filiali europee. L’insieme di queste attività doveva portare a una capacità produttiva di circa 24 milioni di prodotti bianchi all’anno. Con più di 20.000 dipendenti in diversi Paesi europei.
La notizia non è tanto l’acquisizione del 25% delle quote di Beko a Whirlpool, che conferma che la strategia della multinazionale americana non ha mai puntato sul consolidamento del valore industriale e manifatturiero, bensì su una logica prettamente speculativa e commerciale di breve respiro. Quello che riscontriamo invece è che il rilancio dell’asset produttivo nel nostro paese da parte di Beko non è ancora decollato. Una fabbrica è stata chiusa, Siena, nelle Marche a Melano (piani cottura) si fatica a lavorare tutto il mese mentre a Comunanza i volumi delle lavatrici prodotte non saturano gli impianti. A Cassinetta la produzione del freddo (frigoriferi) e del caldo (forni e microonde) non hanno ancora trovato un loro equilibrio. Gli staff di ricerca e sviluppo nel lavaggio sono stati ridimensionati svuotando di fatto il centro di Fabriano. Nel centro logistico di Carinaro (CE) non è ancora chiaro il consolidamento organizzativo.
L’accordo di aprile 2025 firmato al Mimit con le parti sindacali prevedeva un piano di trasformazione industriale nel triennio 2025-27 con importanti investimenti volti alla modernizzazione e al miglioramento dei siti industriali, impiegando 300 milioni di euro. Come già detto nell’incontro al Mimit il 28 aprile 2026 questi obiettivi rimangono ancora dei propositi, il salto di qualità nel processo e nei prodotti funzionali all’aumento dei volumi di vendita non vi è stato.
Nell’incontro previsto programmato in settembre al Mimit la dirigenza di Beko Europe dovrà dimostrare che l’operazione societaria del 2023 è stata davvero strategica. Chiederemo chiarezza sulle prospettive industriali, sul futuro dei marchi storici attualmente in portafoglio e, soprattutto, sulle reali ricadute per le produzioni oggi realizzate in Italia.






