Roma, 5 dicembre 2019 – “A Gela ci sono centinaia di lavoratori che attendono l’avvio del progetto Argo-Cassiopea di Eni, bloccato dalla mancata firma del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, alla proroga della Valutazione di impatto ambientale, scaduta a giugno. Un ritardo inspiegabile che rischia di mandare in fumo 800 milioni di euro di investimento, in grado di dare occupazione a circa 600 persone. Il Governo faccia subito chiarezza e dica chiaramente se ha a cuore questo investimento. In caso contrario si prenderà la responsabilità di provocare una vera tragedia sociale sul territorio gelese, già in ginocchio per la crisi, con ripercussioni economiche per tutto il Mezzogiorno e il Paese, vista anche la strategicità del settore del gas”. Lo dichiarano i sindacati di categoria Filctem, Femca, Uiltec, per voce dei segretari generali Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Paolo Pirani. “Siamo molto preoccupati per questa situazione – spiegano – anche perché per l’assegnazione dei lavori sono già stati espletate gare europee, prossime però alla scadenza. Il tempo è tiranno, e vogliamo scongiurare il rischio che Gela si trasformi in una nuova Ilva. Mercoledì prossimo centinaia di lavoratori chimici provenienti dalla Sicilia manifesteranno davanti al ministero dell’Ambiente, per chiedere in tempi rapidi il perfezionamento delle autorizzazioni necessarie per il via libera al progetto. Argo-Cassiopea – ricordano i tre leader sindacali – rappresenta un pezzo importante dell’accordo da 2,2, miliardi di euro per il rilancio di tutta l’area industriale di Gela, firmato nel 2014. Questo ritardo inaccettabile rischia di offrire a Eni un alibi per il mancato rispetto degli impegni già assunti. Una situazione già vista a Taranto, con l’Ilva, e che provocherebbe ripercussioni socio-economiche insostenibili per il territorio gelese. Ci appelliamo al buonsenso di tutti i soggetti coinvolti – concludono Falcinelli, Garofalo e Pirani – per dare un futuro al territorio e a centinaia di famiglie e per non mortificare ulteriormente un settore importante per l’economia nazionale”.
Chimici. Gela, allarme dei sindacati: “Non diventi una nuova Ilva, al via subito i progetti”
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