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Lavoro. L’incontro oggi dei leader di Cgil, Cisl, Uil con i vertici dell’AFL-CIO. Fumarola: «Serve un multilateralismo ancorato alle regole e al confronto»

9 Settembre 2026 | Primo Piano

Lavoro. L’incontro oggi dei leader di Cgil, Cisl, Uil con i vertici dell’AFL-CIO. Fumarola: «Serve un multilateralismo ancorato alle regole e al confronto»

9 Settembre 2026 | Primo Piano

Le relazioni sindacali internazionali, la difesa della democrazia e dei diritti del lavoro, il futuro del multilateralismo e le sfide poste dall’intelligenza artificiale sono stati al centro dell’incontro che si è svolto oggi pomeriggio a Roma tra i vertici del sindacato americano AFL-CIO e i leader di Cgil, Cisl e Uil.

L’evento si è svolto presso la sede nazionale della Cisl a Via Po, che con il sindacato americano vanta legami storici consolidati fin dalla sua fondazione. Ad accogliere nella sala intitolata a Giulio Pastore la presidente dell’AFL-CIO Liz Shuler, accompagnata dalla responsabile internazionale Cathy Feingold, è stata la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola. Per la Cisl erano presenti anche il segretario confederale Mattia Pirulli e il responsabile internazionale Andrea Mone.

«Esprimiamo la vicinanza più convinta alle mobilitazioni e alle lotte del vostro sindacato, a fronte di un Presidente che, invocando la sicurezza nazionale, ha cercato di annullare a gran parte dei contratti collettivi del pubblico impiego federale. Un impegno che si è fatto ancora più gravoso in questi anni di dura resistenza al trumpismo» ha sottolineato la leader Cisl.

«Condividiamo le inquietudini per l’involuzione del sistema multilaterale, un ritorno ottocentesco alla legge del più forte, che mina il diritto internazionale e mette in seria torsione la democrazia liberale, legittimando imperialismi vecchi e nuovi, e sdoganando l’idea della guerra come opzione per la risoluzione delle controversie internazionali» ha aggiunto.

«Auspichiamo un’Unione Europea più autorevole, capace di cooperare con gli Stati Uniti, ma in grado di darsi una propria rotta per uno sviluppo ben distribuito, che non può che partire dal lavoro, dalla sua dignità, dalla sua qualità, dalla sua partecipazione. Serve un multilateralismo ancorato alle regole e al confronto, più che all’aggressività e ai rapporti di forza, come ha detto, con parole più forti delle nostre, un americano che oggi vive a Roma: Robert Prevost, il primo Papa nato negli Stati Uniti.

Il G20 finanziario, la settimana scorsa ad Asheville, ha parlato di crescita e di debito, con un mondo che porta sulle spalle oltre 350 mila miliardi di dollari di passività, e nella dichiarazione finale il lavoro compare solo come fattore di produzione, senza una parola su diritti, disuguaglianze e regole relative al lavoro. Ad Asheville sedeva anche, per la prima volta dall’invasione dell’Ucraina, il ministro delle finanze russo, e gli europei hanno rifiutato la foto di famiglia con lui. Ora la Casa Bianca non esclude di invitare Putin al vertice dei leader di Miami, a metà dicembre. Non sarebbe dialogo. Ma una vergognosa normalizzazione senza condizioni, mentre in Ucraina si continua a morire».

Fumarola ha quindi indicato due direttrici concrete per rafforzare la collaborazione tra il sindacato italiano e quello statunitense, a partire da un confronto più stabile sulle principali questioni «Riaprire un canale di lavoro stabile e diretto tra noi, con un confronto almeno annuale tra le nostre strutture internazionali. La seconda proposta: un lavoro comune sull’intelligenza artificiale che, come scrive Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas, “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa” ha aggiunto la leader Cisl.

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