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Basilicata. Nuovo contratto delle Funzioni locali, per la Cisl ora la partita si sposta sui territori. Firmato in via definitiva il Ccnl 2025-2027

29 Ottobre 2026 | Dai Territori > Basilicata

Basilicata. Nuovo contratto delle Funzioni locali, per la Cisl ora la partita si sposta sui territori. Firmato in via definitiva il Ccnl 2025-2027

29 Ottobre 2026 | Dai Territori > Basilicata

È stato sottoscritto ieri in via definitiva il contratto nazionale delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027, che riguarda il personale non dirigente di Regione, Province e Comuni. L’ipotesi era stata siglata il 21 luglio; il precedente contratto 2022-2024 era stato firmato il 23 febbraio scorso. Il rinnovo stanzia oltre 988 milioni di euro annui a regime, pari al 5,78% del monte salari 2023. Gli aumenti medi sono di circa 45 euro mensili per il 2025, 91 euro per il 2026 e 150 euro dal 2027, con arretrati dal 1° gennaio 2025. Considerando anche il rinnovo precedente – fortemente sostenuto dalla Cisl Fp, unica sigla confederale a firmare – l’incremento medio si avvicina ai 300 euro lordi mensili. «Ora la sfida passa ai territori per rendere operative tutte le novità contenute nel nuovo contratto collettivo nazionale», spiegano il segretario generale della Cisl Fp Basilicata Pierangelo Galasso e i segretari con delega agli enti locali Vincenzo Pernetti e Teodoro Mongelli che promettono la massima vigilanza sulla liquidazione di aumenti e arretrati e sull’applicazione delle novità normative, a partire dalle nuove regole che disciplinano le elevate qualificazioni. 
 
Il nuovo contratto, infatti, semplifica il rinnovo degli incarichi di elevata qualificazione (ex posizioni organizzative), senza automatismi e con obblighi confermati di trasparenza, motivazione e verifica dei risultati. Alcuni compensi per straordinario finanziati da specifiche leggi diventano cumulabili con la retribuzione di posizione e di risultato. Sale inoltre al 10% la quota dei risparmi da mancate assunzioni destinabile a questi incarichi. La norma più rilevante per la Basilicata riguarda gli enti privi di dirigenza, situazione molto diffusa nei piccoli comuni lucani. In questi enti si potranno usare ulteriori risorse di bilancio per riconoscere le responsabilità apicali, nei limiti di legge e di sostenibilità finanziaria. Novità importanti anche per quanto riguarda il welfare integrativo con nuove prestazioni, come gli incentivi alla mobilità sostenibile e altri benefici fiscalmente agevolati, che non concorrono al reddito da lavoro dipendente. «La contrattazione decentrata – spiega Galasso – avrà un ruolo fondamentale nel trasformare queste possibilità in misure concrete che rispondono ai bisogni delle persone. Una di queste è senza ombra di dubbio il tema della mobilità che, in una regione geograficamente complessa come la Basilicata, assume il profilo di una priorità per chi ogni giorno deve percorre lunghe distanze per raggiungere l’ufficio».
 
Di qui il richiamo al disegno di legge sulla rete regionale di co-working per i dipendenti regionali, inspiegabilmente fermo in Consiglio regionale. La proposta – lo ricordiamo – punta a costituire nelle sedi comunali spazi di co-working connessi alla rete regionale con l’obiettivo di ridurre il pendolarismo dei dipendenti e rivitalizzare i piccoli centri. «In una regione con distanze come le nostre e con una rete stradale e di trasporti difficile – osservano Galasso, Pernetti e Mongelli – poter lavorare in una sede attrezzata vicino casa significa meno ore in auto, meno costi e meno inquinamento, e servizi più vicini ai cittadini e di maggiore qualità. Chiediamo alla Regione e agli enti locali di aprire subito un confronto per incardinare nella contrattazione integrativa tutti quegli strumenti di innovazione organizzativa, come co-working e smart-working, che vanno nella direzione di una pubblica amministrazione realmente al passo con i tempi».
 

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