La Cisl Basilicata torna sul tema della mobilità dei lavoratori pubblici, raccogliendo lo spunto lanciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale Roberto Cifarelli che aveva chiesto alla Giunta di sperimentare il «lavoro di prossimità» utilizzando le sedi territoriali della Regione. Per la Cisl tale proposta trova già una risposta concreta e strutturata nel disegno di legge per la istituzione della Rete regionale di co-working della Basilicata, presentato alla stampa a metà aprile e depositato in Consiglio regionale, promosso dai consiglieri Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, in condivisione con la Cisl lucana. «Il testo introduce un modello organizzativo innovativo per la pubblica amministrazione, basato sulla valorizzazione delle sedi territoriali già esistenti, sulla riduzione del pendolarismo e sul miglioramento della qualità della vita dei dipendenti pubblici, senza comportare nuovi oneri per il bilancio regionale», spiegano il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e il reggente della Cisl Fp Basilicata Pino Bollettino, precisando che «la soluzione del co-working non va letta come un intervento emergenziale, ma come una risposta strutturale e sostenibile sul piano organizzativo per affrontare il caro-carburanti che grava sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori pendolari».
Sul rapporto con la normativa già approvata dal Consiglio regionale sullo smart working, richiamata dallo stesso Cifarelli come cornice già esistente, Cavallo e Bollettino affermano che «la proposta promossa dalla Cisl non è alternativa ma complementare in quanto la rete di co-working rappresenterebbe la naturale prosecuzione del provvedimento approvato in tema di smart working, ampliando il ventaglio di modelli organizzativi a disposizione delle pubbliche amministrazioni, che potranno scegliere lo strumento più appropriato caso per caso: lavoro da remoto dove possibile, spazi di co-working attrezzati nei territori dove è necessario mantenere una presenza fisica organizzata. In una regione caratterizzata da forte pendolarismo e da evidenti carenze infrastrutturali – continuano i sindacalisti della Cisl – il co-working rappresenta una leva strategica per una pubblica amministrazione moderna, capace di coniugare innovazione ed efficienza con il benessere dei dipendenti. Infatti, la possibilità di lavorare in sedi territoriali attrezzate, come quelle dei Comuni, già agganciate alla rete unitaria della pubblica amministrazione regionale, potrebbe consentire di ridurre i costi, migliorare la conciliazione vita-lavoro e rafforzare il presidio delle comunità locali, contribuendo anche a contrastare lo spopolamento delle aree interne». Da qui l’appello diretto al consigliere Cifarelli e all’intero Consiglio regionale a fare propria la proposta della Cisl sulla rete regionale di co-working: «A distanza di oltre cinque mesi dalla presentazione – concludono Cavallo e Bollettino – serve avviare rapidamente l’iter di approvazione della proposta, auspicabilmente con il più ampio consenso possibile, superando le divisioni politiche su un tema, né di destra né di sinistra, che riguarda l’intera comunità regionale».
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