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Emilia R. Dimensionamento scolastico, CISL Scuola: «Non saremo spettatori. Serve subito un tavolo regionale permanente»

17 Settembre 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia R. Dimensionamento scolastico, CISL Scuola: «Non saremo spettatori. Serve subito un tavolo regionale permanente»

17 Settembre 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

La CISL Scuola Emilia-Romagna torna sul dimensionamento scolastico dopo l’incontro al Ministero dell’Istruzione e del Merito sulle misure destinate alle Regioni che hanno proceduto autonomamente alla riorganizzazione della rete scolastica.

La CISL Scuola ha chiesto che le risorse aggiuntive siano riconosciute anche alle scuole delle Regioni interessate dal commissariamento, tra cui l’Emilia-Romagna. Studenti, lavoratori e istituzioni scolastiche non possono essere penalizzati per le modalità istituzionali con cui è stato attuato il dimensionamento.

In Emilia-Romagna abbiamo contrastato fin dall’inizio, insieme alle altre organizzazioni sindacali, il taglio di 17 autonomie, da 532 a 515 istituzioni scolastiche. Una scelta che rischia di creare scuole sempre più grandi e complesse, senza considerare adeguatamente le caratteristiche dei territori, a partire dalle aree interne e montane.

I numeri confermano le nostre preoccupazioni. L’Emilia-Romagna presentava già una media di 994 alunni per autonomia scolastica. Nel 2026/27 si aggiungono 221 posti ATA in meno tra organico di diritto e di fatto e una riduzione di 53 posti di potenziamento docente.

A pesare è soprattutto una precarietà ormai strutturale: circa il 30% dei posti docenti e quasi il 40% dei posti ATA è coperto da personale precario. Sul sostegno, 9.190 posti su 17.181 complessivi sono in deroga, pari al 53,5%.

Un quadro che richiede stabilità, investimenti e programmazione. Il calo demografico non può tradursi automaticamente in una riduzione di autonomie, organici e servizi, ma deve diventare l’occasione per migliorare la qualità dell’offerta formativa, ridurre il numero di alunni per classe e consolidare il personale di cui le scuole hanno realmente bisogno.

Per questo la CISL Scuola Emilia-Romagna rinnova alla Regione la richiesta di istituire un tavolo regionale permanente sulla scuola, con Regione, Ufficio Scolastico Regionale e organizzazioni sindacali, nel quale affrontare in modo strutturale dimensionamento, andamento demografico, organici, precariato e sostenibilità della rete scolastica.

«Non saremo spettatori mentre la scuola emiliano-romagnola viene ridisegnata attraverso automatismi numerici», dichiara Luca Battistelli, segretario generale CISL Scuola Emilia-Romagna. «Chiediamo alla Regione una scelta precisa: aprire un confronto permanente per governare il cambiamento e programmare oggi la scuola dei prossimi anni. Il calo demografico non può diventare un alibi per ridurre la scuola pubblica: deve essere un’opportunità per renderla più forte e più stabile».

«Al Ministero chiediamo altrettanta chiarezza: l’Emilia-Romagna non può pagare due volte, prima con il dimensionamento disposto attraverso il commissariamento e poi con l’esclusione delle scuole dalle risorse aggiuntive. Le conseguenze delle scelte istituzionali non possono essere scaricate su lavoratori e studenti».

La CISL Scuola Emilia-Romagna continuerà la propria azione a livello nazionale, regionale e territoriale per una scuola fondata su investimenti, stabilità e programmazione, capace di rispondere ai bisogni delle comunità e dei territori.

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