«La firma dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl Assofarm conferma il valore della contrattazione collettiva come strumento concreto per migliorare salari, diritti e condizioni di lavoro». Così la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, commenta l’intesa sul rinnovo del Contratto Collettivo nazionale applicato alle lavoratrici e ai lavoratori delle Farmacie speciali, gestite o partecipate dagli Enti Locali.
«Gli aumenti economici, il riconoscimento delle professionalità dei farmacisti, le nuove indennità, le maggiorazioni per domeniche e festivi, la riduzione dell’orario e le nuove tutele per part-time e maternità rappresentano risposte importanti, soprattutto in una fase nella quale è necessario continuare a difendere il potere d’acquisto e a valorizzare il lavoro», sottolinea la leader di Via Po.
«Un risultato importante – aggiunge – raggiunto grazie alla mobilitazione e alla capacità negoziale della Fisascat Cisl e delle altre organizzazioni sindacali».
Il nuovo contratto, sottoscritto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, interviene sia sulla parte economica sia su quella normativa, con particolare attenzione ai livelli contrattuali più bassi. Sul piano economico, l’aumento raggiunge 220 euro mensili a regime al 1° livello in quattro tranche a partire da ottobre 2026, con l’eliminazione del 6° livello e una una tantum di 500 euro. Dal 1° ottobre 2026 è prevista anche un’indennità professionale di 30 euro mensili per i farmacisti (270 euro complessivi per i vaccinatori).
Sul fronte normativo, aumentano le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo (40%, 60% oltre le 96 ore annue), il part-time non potrà essere inferiore a 16 ore settimanali e vengono rafforzate le tutele per maternità e congedo parentale. Introdotto inoltre un nuovo articolo sulle molestie, con formazione e rappresentanza dedicata oltre i 15 dipendenti. Le tre sigle sottolineano la portata storica dell’accordo, raggiunto dopo 20 mesi di trattativa: per la prima volta il contratto delle farmacie pubbliche Assofarm viene firmato prima di quello delle farmacie private Federfarma. Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori.









