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Emilia Romagna. Fim: il consiglio direttivo si riunisce a Cesena. “Sicurezza e innovazione sono il futuro, ma l’emergenza Electrolux rischia di affossare il territorio”

13 Maggio 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Fim: il consiglio direttivo si riunisce a Cesena. “Sicurezza e innovazione sono il futuro, ma l’emergenza Electrolux rischia di affossare il territorio”

13 Maggio 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna

Sicurezza sul lavoro, innovazione e intelligenza artificiale. Ma soprattutto Electrolux. È stata la crisi dello stabilimento di Forlì a dominare il Consiglio direttivo della FIM CISL Romagna, riunito oggi nella sede della CISL Romagna di Cesena, tra timori per l’occupazione e richieste di una strategia industriale capace di difendere il manifatturiero romagnolo.

L’incontro era nato per approfondire i temi della trasformazione tecnologica e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma il confronto si è rapidamente concentrato sulle conseguenze del piano annunciato dalla multinazionale svedese, che rischia di avere pesanti ripercussioni sul sito produttivo forlivese, sull’indotto e sull’economia locale.

Al direttivo hanno partecipato il segretario generale della CISL Romagna Francesco Marinelli, il segretario della FIM CISL Romagna Riccardo Zoli e i rappresentanti della segreteria nazionale FIM CISL Valerio D’Alò e Antonello Gisotti. Dal confronto è emersa forte preoccupazione per il rischio di una nuova fase di deindustrializzazione della Romagna.

L’incontro si è aperto con un richiamo alla mobilitazione che ieri ha coinvolto centinaia di lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di Forlì, mentre nel pomeriggio sindacati, istituzioni e rappresentanti politici hanno partecipato a un Consiglio comunale straordinario dedicato alla crisi aziendale.

Zoli: “Una battaglia che riguarda tutta la comunità”

Nel suo intervento, Riccardo Zoli ha descritto il clima di tensione vissuto dai lavoratori nelle ultime ore, parlando apertamente di “angoscia e determinazione”.

Quella di Electrolux – ha dichiarato – non è soltanto una vertenza sindacale. È una battaglia di civiltà che coinvolge tutta la Romagna e chiama in causa il futuro industriale del territorio”. Secondo il segretario della FIM CISL Romagna, il piano presentato dall’azienda avrebbe un impatto devastante su centinaia di famiglie. “Parliamo di circa 400 persone che rischiano di vedere stravolta la propria vita lavorativa e familiare in pochissimo tempo. È un colpo durissimo non solo per i dipendenti diretti, ma anche per l’indotto e per le piccole aziende collegate”.

Zoli ha sottolineato come innovazione e tutela dell’occupazione debbano procedere insieme. “L’intelligenza artificiale e l’innovazione devono essere strumenti per aumentare competitività, qualità e sicurezza dei processi produttivi. Non possono diventare il paravento dietro cui si nascondono ritirate industriali o delocalizzazioni”.

Il sostegno delle istituzioni

Durante il direttivo è stato sottolineato il clima di compattezza istituzionale registrato ieri a Forlì: al fianco del sindaco Gian Luca Zattini e della Giunta, hanno partecipato al presidio anche i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Nel corso del confronto sono state annunciate due azioni immediate: la convocazione di un Consiglio comunale aperto e la richiesta di un incontro con la dirigenza aziendale, passaggio ritenuto cruciale per fare chiarezza sulle prospettive dello stabilimento.

L’obiettivo è mantenere alta la pressione su Electrolux e aprire un confronto sulle prospettive industriali del sito produttivo romagnolo. La mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale da tutte le forze politiche, è un segnale molto importante e impegna l’amministrazione a partecipare ai tavoli di crisi, sostenendo iniziative a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva.

Marinelli: “Senza politica industriale il territorio si impoverisce”

Nel suo intervento, il segretario generale della CISL Romagna Francesco Marinelli ha allargato il ragionamento alla situazione del sistema produttivo italiano, sottolineando i problemi strutturali legati a competitività, costi energetici e strategie industriali. Senza una vera politica industriale, senza investimenti in innovazione e senza un serio intervento sul costo dell’energia – ha spiegato – il rischio è che le nostre eccellenze produttive vengano trattate semplicemente come variabili di bilancio. Realtà come Electrolux hanno una responsabilità sociale verso il territorio a cui devono dare risposte concrete in termini di occupazione e sviluppo”. Secondo il segretario della CISL Romagna, tutto questo richiede una scelta politica precisa: “Se un territorio rinuncia a difendere la propria manifattura, rinuncia anche a una parte fondamentale del proprio futuro economico e sociale. Tutto questo non lo permetteremo”.

La posizione della FIM nazionale

Nel suo intervento il Segretario nazionale FIM CISL Valerio D’Alò, ha definito “inaccettabile” il piano presentato da Electrolux, criticando sia il metodo sia il merito delle scelte aziendali. “Non si possono annunciare chiusure e tagli occupazionali senza presentare un vero piano industriale e senza indicare prospettive produttive credibili”, hanno dichiarato. Il segretario ha ribadito che la vertenza non riguarda soltanto la Romagna, ma l’intero settore del “bianco” italiano, alle prese con costi energetici elevati e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. Per questo la FIM, insieme a FIOM e UILM, ha proclamato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale, chiedendo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’apertura di un tavolo permanente dedicato al settore. Secondo il sindacato, anche l’Unione Europea dovrebbe intervenire per sostenere la manifattura continentale e contrastare la crescente pressione competitiva dei grandi gruppi asiatici.

Per la FIM CISL Romagna, la vertenza Electrolux rappresenta ormai molto più di una semplice crisi aziendale: è un problema che riguarda il modello industriale romagnolo, il valore della manifattura e la tutela del lavoro.

Il direttivo ha ribadito la volontà di continuare la pressione a tutti i livelli, dal territorio ai tavoli ministeriali, sostenendo che il futuro produttivo della Romagna non possa essere deciso soltanto dalle logiche finanziarie delle multinazionali.

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