«Quando una persona muore sul lavoro è sempre una sconfitta per tutti».
Lo afferma Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale con delega alla salute e sicurezza sul lavoro, a proposito dell’infortunio mortale avvenuto ieri in un cantiere edile a Cavezzo.
«Il fatto che questa volta a perdere la vita sia stato un artigiano e non un lavoratore dipendente non attenua la gravità del fatto, perché la sicurezza deve essere garantita a chiunque acceda in un luogo di lavoro a qualsiasi titolo – dichiara Chiatto –
È indispensabile innanzitutto rafforzare la formazione e cultura della sicurezza, sia tra i datori di lavoro che tra i lavoratori.
Auspichiamo che a breve siano approvati dalla Conferenza Stato-Regioni i contenuti formativi per tutti i lavoratori, compresi i datori di lavoro, previsti per il giugno 2022.
Tuttavia bisogna potenziare anche l’azione di controllo e vigilanza. A Modena manca almeno il 30% degli ispettori del lavoro e sono insufficienti pure gli ispettori di Inps, Inail e Ausl, se si considera – ricorda Chiatto – che devono controllare circa 60 mila aziende modenesi con almeno un addetto».
«Constatiamo ancora una volta che gli infortuni sul lavoro accadono soprattutto nelle costruzioni, un settore cresciuto molto negli ultimi anni sulla scia dei vari bonus per le ristrutturazioni – aggiunge Cinzia Zaniboni, segretaria generale del sindacato edili Filca Cisl Emilia Centrale –
Colpisce che questa volta la vittima sia una persona italiana e sicuramente esperta. Saranno le autorità ad accertare cosa e perché è accaduto.
Nel frattempo noi ribadiamo che la fretta di concludere i lavori, che aumenterà con il blocco della cessione dei crediti, non può andare a scapito della salute e sicurezza di chi opera in cantiere, siano essi lavoratori dipendenti, imprenditori o liberi professionisti», conclude Zaniboni.
Emilia Romagna. Cisl: “Infortunio mortale Cavezzo. Rafforzare formazione e cultura della sicurezza”
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