A undici anni dai terremoti del 20 e 29 maggio 2012 la ricostruzione non è ancora terminata. L’Area Nord modenese non ha ancora potuto recuperare simboli di aggregazione e identità culturale, come chiese, castelli, teatri, edifici storici.
Lo ricordano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Emilia-Romagna, unitamente alle rispettive categorie dei pensionati Spi, Fnp e Uilp, che chiedono un’attenzione da parte delle istituzioni per completare la ricostruzione superando le difficoltà incontrate da molti cantieri.
«Il 20 e 29 maggio 2012 rimarranno nella memoria collettiva del nostro territorio per le vite che hanno stravolto, ma anche per la solidarietà che si è manifestata a vari livelli – affermano i sindacati – L’utilizzo di ammortizzatori sociali straordinari estesi a tutte le tipologie di lavoratori, il coordinamento centrale della Regione Emilia-Romagna, la ricostruzione partita da ospedali, scuole e aziende, i controlli di legalità (“white list”), i sacrifici dei lavoratori che dovevano conciliare i disagi famigliari con quelli del lavoro, spesso spostandosi di molti chilometri al giorno e svolgendo le attività in situazione precarie, hanno permesso una ricostruzione che ha evitato l’abbandono del territorio e la delocalizzazione delle strutture produttive. La ripresa è confermata dagli indicatori economici del territorio. Tuttavia la ricostruzione non è ancora terminata, tanto che i Comuni colpiti dal sisma hanno chiesto e ottenuto l’ulteriore proroga dello stato di emergenze al 31 dicembre 2023».
Cgil Cisl Uil sottolineano che rimangono da ristrutturare, oltre a una minoranza di edifici privati, molti simboli di aggregazione – spesso beni culturali -, senza i quali non si può parlare di completamento dell’opera di ricostruzione: castelli (Finale Emilia, Mirandola, San Felice), teatri storici (Concordia, Mirandola, Finale Emilia, San Felice, Medolla), edifici storici civili e religiosi.
«Il rifacimenti dei beni storico-culturali è complessa e spesso più costosa di quelli degli edifici civili privati – riconoscono i sindacati – Inoltre essa si scontra con difficoltà economiche legate all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, nonché ai plafond assegnati per gli interventi, nonostante i fondi del Pnrr.
Molto è stato fatto, ma ancora oggi soffrono i centri storici, sia come avanzamento nella ricostruzione sia come cuori della vita cittadina e delle attività commerciali e culturali.
I luoghi simbolo dei Comuni dell’Area Nord Modenese – concludono Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Emilia-Romagna, unitamente alle rispettive categorie dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil – hanno bisogno in questa fase di un’attenzione particolare perché è attorno a essi che si è sviluppata un’identità culturale aggregante».
Emilia Romagna. Cisl: Terremoto. A undici anni ricostruzione non ancora completata
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