“Stiamo assistendo a scelte che rischiano di compromettere il patrimonio economico, professionale e sociale rappresentato dal Monte dei Paschi di Siena, per Siena e per tutta la Toscana. Di fronte a questa prospettiva, il silenzio delle istituzioni politiche è inaccettabile.” A dirlo è il segretario generale della First-Cisl Toscana, Marco Lenzini, a due giorni dall’Assemblea dei soci di Mps, prevista per giovedì 29 ottobre.
“È il momento – dice Lenzini – di mettere al centro un progetto industriale, superando una visione guidata esclusivamente da logiche finanziarie. Mps ha attraversato una stagione difficilissima e ha riconquistato il proprio spazio nel mercato: questo percorso deve essere valorizzato, dando alla banca una prospettiva di sviluppo che tuteli occupazione, professionalità e presenza nei territori.”
Sono 280 le filiali dell’istituto bancario senese in Toscana, con oltre 4640 dipendenti: su Siena insistono 46 agenzie oltre la direzione generale, con un totale di circa 2050 lavoratrici e lavoratori impiegati, su Firenze 74 agenzie e la direzione generale, con 1080 dipendenti. “La politica – aggiunge il segretario First Toscana – ha mostrato una grave miopia rispetto alle possibili conseguenze di un’ennesima operazione di concentrazione bancaria. Le ripercussioni riguardano la Toscana e l’intero Paese: accesso al credito, sostegno alle imprese, servizi alle famiglie e concorrenza sono interessi collettivi che non possono essere subordinati al rendimento degli azionisti. Le lavoratrici e i lavoratori di Mps non hanno mai voltato le spalle alla banca. Sono stati loro, con il proprio lavoro e i propri sacrifici, a renderne possibile la rinascita. Oggi meritano risposte chiare e garanzie concrete sul futuro occupazionale, sulla valorizzazione delle competenze e sulla tenuta della rete degli sportelli.” “Per questo – conclude Lenzini – chiediamo anche un’attenta valutazione da parte dell’Antitrust, con particolare riguardo agli effetti sulla concorrenza e sulla distribuzione territoriale delle filiali. Le eventuali misure adottate devono essere valutate anche per le loro ricadute sulle persone e sulla continuità dei servizi. Sollecitiamo tutte le istituzioni ad assumere un ruolo attivo, a vigilare e a contrastare scelte che penalizzino la Toscana e producano benefici esclusivamente per i grandi azionisti. I primi portatori di interesse sono le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle comunità e ai territori che hanno costruito e sostenuto la storia di questa banca. Le loro ragioni devono trovare ascolto e risposte. Come First-Cisl Toscana continueremo a impegnarci, insieme alle strutture territoriali, per mantenere accesi i riflettori sul futuro di Mps e sulla tutela massima dei Lavoratori”.










