Rinnovi contrattuali tempestivi, piena retroattività degli aumenti salariali dalla scadenza dei contratti, contrasto al part-time involontario e al lavoro povero e disagiato, maggiori tutele per il lavoro stagionale e domestico. Sono le priorità della Fisascat Cisl illustrate dal segretario generale Vincenzo Dell’Orefice nella relazione che ha aperto la giornata conclusiva del Consiglio Generale della Federazione, riunito a Montesilvano il 12 e 13 ottobre con la partecipazione della leader Cisl Daniela Fumarola.
La stagione dei rinnovi del Ccnl nei settori del Terziario Privato, con oltre 3,2 milioni di lavoratrici e lavoratori interessati dai negoziati già avviati e da avviare nelle prossime settimane, impone un cambio di passo nelle relazioni sindacali con le associazioni datoriali, a partire dal rispetto delle scadenze contrattuali e dalla salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni.
Dell’Orefice ha richiamato le conseguenze dei prolungati blocchi negoziali che hanno segnato i settori del commercio, del turismo, dei servizi di pulizia e della vigilanza privata, lasciando per anni le lavoratrici e i lavoratori esposti all’erosione dei salari. Emblematico il caso del Contratto nazionale del Terziario, Distribuzione e Servizi, scaduto il 31 dicembre 2019 e rinnovato il 22 marzo 2024, dopo quasi 51 mesi. Un ritardo che, per la Fisascat Cisl, evidenzia la necessità di superare una gestione dei rinnovi nella quale il tempo trascorso senza accordo si traduce in una perdita di reddito per chi lavora.
«Per Fisascat varrà un metodo nella gestione delle partite economiche nei rinnovi contrattuali, quello della piena retroattività degli aumenti salariali, che deve trovare traduzione fattuale dalla data di scadenza dei Ccnl» ha affermato il sindacalista, richiamando i riferimenti contenuti nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil del 17 giugno 2026. Un messaggio preciso alle associazioni datoriali: «Non sono contemplati vuoti nel sistema prefigurato dalle confederazioni; noi saremo coerenti e conseguenti. Sappiano le nostre controparti datoriali che più giocheranno al rinvio, più si accumulerà il debito nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori; ci sforzeremo con ogni mezzo per non fare più delle decorrenze e durate dei contratti oggetto di mediazione».
Accanto alla tempestività dei rinnovi, la federazione cislina pone la necessità di intervenire sulle cause strutturali del lavoro povero. «Il problema dei bassi redditi nei comparti dei servizi privati – ha evidenziato il segretario generale – non dipende necessariamente dai minimi tabellari orari previsti dai contratti leader, ma, soprattutto, da dinamiche di impiego distorte». Ossia dall’imposizione di contratti a tempo parziale, dalla discontinuità occupazionale e da modelli organizzativi che aumentano la flessibilità senza garantire un reddito adeguato.
«Chiediamo di porre un argine al part-time involontario» ha dichiarato Dell’Orefice. Le proposte riguardano il consolidamento delle ore di lavoro supplementare svolte continuativamente, per aumentare gli orari contrattuali, e il superamento dei patti sulle clausole elastiche a tempo indeterminato, garantendo anche alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di uscirne.
Tra le priorità negoziali, inoltre, la revisione della disciplina degli orari e delle aperture commerciali, consentite fino a 365 giorni all’anno e 24 ore su 24, per restituire equilibrio tra lavoro, famiglia e vita sociale. «Non chiediamo un ritorno al passato, ma una flessibilità regolata», ha sottolineato il segretario generale. La Fisascat, in particolare, propone limiti alle aperture domenicali, festività a chiusura obbligatoria, un tetto ai turni domenicali individuali, almeno due fine settimana liberi al mese e maggiore volontarietà nel lavoro festivo, insieme a possibili contributi per babysitting e servizi di cura.
Per il turismo, la federazione indica la necessità di rafforzare la protezione del reddito degli stagionali, proponendo un’aliquota contributiva aggiuntiva per prolungare la durata della NASpI e contrastare la dispersione delle professionalità. La federazione cislina sottolinea inoltre la necessità di valorizzare il lavoro domestico prestato da colf, badanti e baby-sitter per rispondere alla sfida della transizione demografica. L’obiettivo è sostenere l’emersione e la regolarità dell’occupazione attraverso la progressiva deducibilità di quote significative delle retribuzioni corrisposte dalle famiglie e l’introduzione di crediti d’imposta o voucher per chi necessita di prestazioni di cura.
Proposte che la Fisascat svilupperà a partire dall’analisi del Libro Verde per il Patto sociale della Cisl, e porterà al confronto dell’Assemblea nazionale delle Delegate e dei Delegati convocata il 23 novembre a Firenze.
«Il nostro compito prioritario, all’interno dei luoghi di lavoro, nei territori, nella società, – ha concluso Dell’Orefice – è quello di contrastare gli effetti impoverenti di questa congiuntura. Dobbiamo farlo attraverso la contrattazione, la richiesta di riforme strutturali sui salari e l’estensione delle tutele del welfare».






