«A settantasei anni dalla Dichiarazione Schuman, il modo migliore per onorarne l’eredità non è celebrarne soltanto la memoria, ma portarne finalmente a compimento il progetto politico».
Con queste parole la Segretaria generale della CISL Daniela Fumarola interviene in occasione della Giornata dell’Europa, celebrata ogni 9 maggio in tutta l’Unione.
«Di fronte a crisi globali sempre più profonde — guerre, crisi energetica, escalation geopolitica, disuguaglianze sociali — l’Europa non può più restare incompiuta, prigioniera di veti, egoismi nazionali e strumenti insufficienti. È tempo di avere il coraggio di avanzare verso una vera Federazione europea di Stati e di popoli», esorta la leader di via Po.
«Per farlo servono scelte concrete e graduali ma irreversibili: rafforzare la cooperazione politica tra i Paesi che vogliono costruire più integrazione, dotarsi di un fondo comune europeo per l’energia e gli investimenti strategici, costruire una politica estera e di difesa condivisa, superare definitivamente i vincoli ormai anacronistici del Patto di Stabilità per sostenere crescita, lavoro, innovazione e coesione sociale», sottolinea ancora Fumarola.
«L’Europa deve tornare a essere una grande forza di pace, libertà e giustizia internazionale, sostenendo con fermezza il popolo ucraino e difendendo il diritto internazionale contro ogni logica di aggressione e sopraffazione», prosegue la numero uno della Cisl.
«Ma l’integrazione europea – avverte – non può essere soltanto economica o militare. Deve fondarsi su un modello sociale forte, capace di mettere al centro la dignità del lavoro, il dialogo sociale, la partecipazione delle parti sociali, lo sviluppo sostenibile e un’economia sociale di mercato che riduca le disuguaglianze e protegga le persone più fragili.
Solo un’Europa più unita, più democratica e più solidale potrà custodire davvero la pace, i diritti e la democrazia liberale in un mondo sempre più instabile», conclude.
La data di oggi ricorda la dichiarazione che il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman presentò a Parigi il 9 maggio 1950: ispirandosi all’economista Jean Monnet, propose di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio tra Francia e Germania sotto un’autorità sovranazionale, per rendere la guerra «non solo impensabile, ma materialmente impossibile». Da quella scelta nacquero le Comunità europee, seme dell’Unione di oggi.
Settantasei anni dopo, la Cisl guarda a quell’eredità non con nostalgia, ma con urgenza politica.







