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Violenze e molestie nei luoghi di lavoro: definitiva e positiva ratifica della Convenzione e Raccomandazione ILO,

In giorni difficili per il nostro Paese, considerato lo stato emergenziale che prosegue, visti i dati del contagio che non accennano a diminuire in modo significativo e i fatti recentissimi che riguardano il quadro politico e le sorti del governo, il Senato nella giornata del 12 gennaio u.s. ha definitivamente concluso l’iter di ratifica della Convenzione ILO n.190 e della Raccomandazione n.206, in tema di molestie e violenza nei luoghi di lavoro.

La definitiva ratifica non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di impegno concreto nel rendere operativo quanto previsto. Considerata l’ampiezza e l’articolazione degli strumenti di intervento indicati, a partire dalla natura preventiva, la tempistica e l’ampio consenso con cui, prima la Camera (il 23 settembre u.s.) e poi il Senato, hanno votato, rappresentano un segnale indubbiamente positivo.
La tolleranza zero, invocata dalla Convenzione OIL, nei confronti della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro – inserita nella cornice delle tutele della salute e sicurezza sul lavoro – da oggi richiede una responsabilità condivisa che se dovrà vedere ancora il Parlamento impegnato nel varare disposizioni normative attuative, non meno le parti sociali e le istituzioni, sui vari livelli, nn dovranno far mancare il loro contributo fondamentale. 
Se già, difatti, nel nostro ordinamento non mancano le tutele adeguate per garantire un efficace azione di contrasto alle violenze e molestie in occasione di lavoro, la ratifica da parte dell’Italia dei due documenti internazionali, non solo ne rafforza il rilievo a livello mondiale, spingendo altri Paesi a procedere in tal senso, specie quelli che non hanno alcuna forma di tutela su questi temi, ma ne consolida le misure, delineando modalità di intervento, superando qualsiasi limite alle più ampie garanzia di tutela per tutti gli occupati. In ogni ambiente di lavoro, per ogni attentato o violazione della dignità, posti in essere in forme diverse, anche guardando alle differenze di genere, e a favore di tutte le persone, indipendentemente dallo status contrattuale, fino alla condizione di chi è in ricerca di un lavoro.
Considerato che – secondo il dettato della Convenzione – la “cultura del lavoro deve basarsi sul rispetto reciproco e sulla dignità dell’essere umano, e che gli atti di violenza e molestie sul lavoro sono incompatibili con lo sviluppo delle imprese sostenibili e hanno un impatto negativo sull’organizzazione del lavoro, sulla reputazione delle imprese e sulla loro produttività”, la positiva ratifica attuata in questo difficile momento del nostro mondo del lavoro, potrà offrire un aiuto importante, non solo per le potenziali vittime, ma nel più ampio percorso di ripartenza.

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