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Regolamento UE 2019/2088 SFDR – (Sustainable Finance Disclosure Regulation)

15 Marzo 2021 - La pandemia ha reso evidente la necessità di un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e di gestire le questioni socio-economiche ed ambientali. Le istituzioni europee stanno progettando una serie di azioni volte a contrastare la crisi innescata dal coronavirus e ridisegnare un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità come principio guida di tutte le proprie strategie politiche nel cui ambito si iscrivono sia il programma Next Generation Eu sia l’European Green New Deal, quest’ultimo presentato in realtà proprio poco prima dell’inatteso scoppiare della pandemia.

Nel contesto degli strumenti che intrecciano le dimensioni della democrazia economica, della sostenibilità finanziaria e della responsabilità sociale di impresa, si inscrive l’entrata in vigore, dallo scorso 10 marzo, del primo regolamento europeo (Regolamento UE 2019/2088)adottato nell’ambito del Piano d’azione per la finanza sostenibile che mira a introdurre una definizione condivisa del termine “sostenibilità” per gli investimenti finanziari e a disporre una serie di obblighi di trasparenza nei confronti degli operatori che li gestiscono. L’obiettivo del Regolamento è ampliare e standardizzare le informazioni fornite agli investitori sui prodotti finanziari ESG, cioè quei prodotti di investimento che tengono conto degli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance.
Grazie a queste informazioni, dovrebbe essere più semplice per gli investitori comparare diversi prodotti di investimento e comprenderne il livello di sostenibilità. In ultima analisi, l’obiettivo del Regolamento è tutelare gli interessi del cliente/cittadino richiedendo agli intermediari di:

  • valutare gli impatti dei Rischi di Sostenibilità sui prodotti venduti e/o raccomandati
  • consentire ai clienti di comprendere meglio il livello di sostenibilità dei loro investimenti e conoscere le politiche in materia di Rischi di Sostenibilità adottate.

I “Rischi di Sostenibilità” sono definiti come un “evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento”. Rispetto al testo del Regolamento, frutto di un lungo negoziato e da poco entrato effettivamente in vigore, la Cisl condivide la posizione di Banca Popolare Etica e delle reti internazionali della finanza etica (Gabv- Global Alliance for Banking on Values e Febea-Federazione Europea delle Banche etiche e alternative), secondo le quali gli sforzi dell’UE rappresentano senza dubbio un passo avanti, ma non sono privi di alcune rilevanti contraddizioni.
Appare, ad esempio, quantomeno discutibile la scelta della Commissione Europea, di affidare al colosso finanziario BlackRock il ruolo di consigliere per la finanza sostenibile mentre l’aspetto in assoluto più delicato è connesso alle profonde differenze che intercorrono tuttora tra la finanza etica e ciò che l’Unione Europea certificherà come finanza sostenibile. Nella finanza sostenibile restano preponderanti la massimizzazione del profitto e il valore delle azioni e dei dividendi, ottenuti cercando di limitare i danni ambientali.~ L'approccio della finanza etica è estremamente diverso: la realizzazione di utili economici è perseguita, ma è funzionale all’obiettivo di~massimizzare i benefici per le persone, le comunità e il pianeta. La nuova normativa UE non impedisce agli intermediari finanziari cosiddetti sostenibili di continuare a fare un uso spregiudicato di strumenti speculativi e dei paradisi fiscali; non è previsto alcun limite a pratiche che generano bolle finanziarie e instabilità, all’uso dei derivati come pure scommesse speculative e al trading ad alta frequenza.
La normativa UE si limita a “certificare” alcuni prodotti finanziari come sostenibili senza valutare l’operato complessivo degli intermediari che li collocano. Un intermediario, ad esempio, può mettere a scaffale prodotti “green” mantenendo accanto prodotti che investono su fonti fossili, armi, etc. Al contrario per la finanza etica la valutazione degli impatti sociali e ambientali è al centro di tutti i prodotti finanziari proposti e di tutte le pratiche aziendali.
La Cisl si riserva ulteriori percorsi di analisi, approfondimento e discussione in merito al testo del nuovo Regolamento Ue 2019/2088 entrato in vigore.

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