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Sanità pubblica: sottoscritta ipotesi del CCNL

1° marzo 2018. Con la firma dell'ipotesi di contratto di comparto della Sanità pubblica  termina una fase importante dei rinnovi contrattuali 2016-2018, cui seguirà un periodo altrettanto impegnativo per il rinnovo dei contratti delle aree dirigenziali che  vede il sindacato  già impegnato nella trattativa della dirigenza medica.  Con i contratti di comparto e anche con quello della Sanità la Cisl ha mantenuto una coerenza con la propria impostazione di contrattualisti preoccupati e impegnati a dare risposte e tutele ai lavoratori che rappresenta. 
Diversi  i motivi di soddisfazione per la firma di questa ipotesi di contratto - che oltre ad aver restituito diritti importanti, imposta positivamente il rinnovo che partirà già da subito per il triennio 2019-2020-   in parte di carattere generale perché riguardano istituti contrattuali coerenti con quelli degli altri contratti e in parte specifici del servizio sanitario che occupa un ruolo fondamentale nella tutela della salute e della vita che sono valori fondamentali della persona.
Tra i primi ricordiamo l’aumento medio di 85 euro calcolato sul tabellare e la salvaguardia del bonus fiscale degli 80 euro, entrambi frutto degli impegni assunti con l’Intesa del 30 novembre 2016. 
A questo proposito vanno respinte le false accuse che affermano che gli 85 euro di incremento contrattuale comportano una esclusione del bonus fiscale e quindi di fatto una perdita o un mancato incremento per le famiglie: a queste critiche va ricordato che il diritto al bonus fiscale va valutato sul reddito complessivo e non sugli incrementi retributivi; con la legge di stabilità si è ottenuto che l’incremento retributivo non incida sul diritto al bonus, e non è una funzione dei contratti di lavoro fare manovre sui redditi complessivi delle persone che derivano non solo dalla retribuzione da lavoro dipendente.
 
Un contratto rinnovato in coerenza con gli altri comparti, ma anche con specifiche proprie del Servizio Sanitario e con il sistema di relazioni sindacali, incrementando sia le forme partecipative per un coinvolgimento sempre maggiore e anche di programmazione delle organizzazioni sindacali, sia riportando nella contrattazione integrativa le materie più direttamente legate alla complessa struttura sanitaria.
 
Anche la valorizzazione della professionalità ha ottenuto una prima risposta attraverso l’affidamento a una “commissione paritetica” della predisposizione di un nuovo ordinamento che dia risposte anche al ruolo dei coordinatori e che sia alla base del prossimo rinnovo contrattuale. A questi importanti obiettivi vanno aggiunti tra gli altri una maggiore flessibilità nella gestione dei fondi e la limitazione dell’utilizzo della pronta  disponibilità.
 

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