Non autosufficienza: Decreto riparto Fondo e Piano nazionale
Non autosufficienza: Decreto riparto Fondo e Piano nazionale
Il Decreto di riparto del Fondo nazionale per le non autosufficienze e l’allegato primo Piano nazionale 2019-2021 sono stati varati definitivamente dalla Conferenza Unificata e sono ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Rispetto al testo di Piano da noi discusso in seno alla Rete e allegato alla precedente circolare sono state accolte alcune delle nostre osservazioni critiche, in particolare:
– è stato inserito uno specifico monitoraggio per l’assistenza indiretta e per il ruolo dell’assegno nel rafforzamento del sistema dei servizi, con emanazione di linee di indirizzo nazionale;
– è stato previsto un processo di adozione dei criteri e strumenti di valutazione che in prospettiva renda coerenti i sistemi adottati per i gravi ed i gravissimi sulla base dell’intensità del sostegno assistenziale;
– è stato inserito per l’integrazione socio sanitaria un esplicito riferimento all’articolo 21 (percorsi assistenziali integrati) del DPCM 12/01/2017 di aggiornamento dei Lea Sanitari.
Evidenziamo inoltre che nel testo del Decreto di riparto (art.1), come da noi richiesto, è prevista la consultazione delle parti sociali e degli Enti del Terzo Settore più rappresentativi territorialmente nella predisposizione del Piano regionale triennale, che dovrà seguire le modalità contenute nel Decreto stesso.
Le risorse disponibili – grazie alla strutturalità assunta dal Fondo nazionale – sono già individuate per tutto il triennio di vigenza del Piano (573,2 milioni di euro nel 2019, 571 nel 2020 e 568,9 nel 2021) e verranno di volta in volta effettivamente trasferite alle Regioni dopo:
– una valutazione della coerenza della programmazione regionale con le indicazioni nazionali;
– la rendicontazione degli utilizzi delle precedenti annualità (ci si riferisce al secondo anno precedente quello di riferimento).
Per la sola annualità 2019 al fine di evitare interruzioni dei servizi il Ministero potrà intanto trasferire il 50% delle risorse anche in carenza di programmazione da parte della Regione.
Le Regioni una volta ottenute le risorse dovranno destinarle entro i successivi 60 giorni agli ambiti territoriali e dovranno strutturare un sistema di monitoraggio per alimentare il sistema informativo unitario dei servizi sociali.
Tali apprezzabili innovazioni e l’utilità dell’introduzione della programmazione nazionale delle risorse del Fondo in oggetto evidenziano la necessità e rafforzano la nostra richiesta – riaffermata anche nel corso della manifestazione dello scorso novembre – di una riforma complessiva dell’intera materia attraverso l’approvazione urgente di una legge nazionale sulla Long term care.
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