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Emergenza Coronavirus: le ricadute dell'emergenza sanitaria Covid- 19 sui servizi sociali: la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

1° Aprile 2020 - La Circolare n.1/2020 emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali circa le ricadute dell'emergenza sanitaria Covid- 19 sui servizi sociali. Nella attuale situazione il sistema dei servizi sociali risulta particolarmente sollecitato e quindi le indicazioni ministeriali ne richiedono un rafforzamento per garantire le direttive del Governo e la coesione sociale, in specie per quanto concerne i livelli essenziali ex lege 328/2000.

Di seguito riportiamo i punti salienti della circolare che rappresentano delle prime indicazioni redatte a seguito della consultazione con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome e con l'Anci.

A) La normativa ha sospeso i termini per la convocazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza e per la sottoscrizione sia del patto per l'inclusione che di quelle per il lavoro.

Si specifica che gli enti territoriali possono comunque assicurare continuità alle attività o rimodularle per garantire i livelli essenziali del RdC. Nel periodo di sospensione si può procedere alle attività concordate o all'utilizzo di comunicazione a distanza per la valutazione multidimensionale con l'assenso dei nuclei dei beneficiari.

B) I servizi sociali, ad eccezione di quelli non essenziali debbono garantire la continuità concentrando l'operatività negli ambiti di maggiore criticità. La nota fa riferimento agli artt.47 e 48 del D.L. 18/2020 per quanto riguarda la sospensione e rimodulazione delle attività dei centri semiresidenziali per disabili e anziani e specifica la continuità per altre tipologie di servizi che assicurano attività strumentali al diritto alla salute o altri diritti fondamentali della persona (alimentazione, igiene, accesso a prestazioni specialistiche ecc.) prevedendone la possibilità di riorganizzazione. La nota offre anche indicazioni sulla continuità dei servizi svolti da Organizzazioni di volontariato.

C) Vengono evidenziati alcuni ambiti di attività particolarmente critici cui porre in questa fase la massima attenzione, si tratta dei:

  • servizi rivolti ai senza fissa dimora, che dovranno essere coordinati dai servizi pubblici e raccordati con i Centri operativi comunali (laddove costituiti) per il rinvenimento di strutture alloggiative;
  • servizi domiciliari, ancora più importanti per il venir meno di attività offerte nell'ambito del sistema educativo, ricreativo e assistenziale a ciclo diurno, oltre a situazioni di vulnerabilità familiare;
  • colloqui telefonici da potenziare e rendere pro-attivi con servizi di ascolto e supporto;
  • violenza domestica che va attenzionata specie per donne e minori in ragione di misure urgenti di protezione.

D) Operatori sociali per i quali, anche in riferimento a quanti operano in servizi esternalizzati, si richiama la necessità e la responsabilità riguardo al rispetto delle precauzioni a tutela della salute pubblica;

E) Riguardo alle risorse finanziarie si ricorda che per quelle afferenti il PON inclusione rivolte a rafforzare i servizi territoriali è pendente una richiesta della Commissione Europea al Parlamento per una loro flessibilizzazione retroattiva al 1 febbraio scorso, richiesta che si prevede sarà accolta. Così come gli assistenti sociali impiegati grazie alla quota servizi del Piano povertà non avranno il vincolo di seguire le attività rispetto a questa area di utenza.

Si tratta di prime utili indicazioni, ma per la Cisl non sufficienti per rispondere ad una domanda sociale crescente cui dare urgentemente risposta attraverso il rafforzamento di flessibilità lavorative, trasferimenti economici e sistema dei servizi sociali e socio sanitari (cfr. circolari della Segreteria Generale del 19 marzo Prot. N. SG 382/U, Nota sul Decreto Legge 17 marzo 2020, e del 25 marzo Prot. n. SG 389/U, Memoria Cisl Disegno di Legge A.S. 1766).

 

In particolare segnaliamo la nostra richiesta, tradotta in emendamenti al Decreto Legge “CuraItalia”, di applicazione delle misure di prevenzione e sicurezza anche agli operatori dei servizi in oggetto ed a tutela degli utenti, secondo quanto già previsto nel “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all'emergenza sanitaria da «Covid-19»” sottoscritto lo scorso 24 marzo con il Ministero della Salute.

Esigenza da affrontare urgentemente – come già denunciato anche dalla Fnp nazionale oltre che da molte strutture territoriali confederali e di federazione – in riferimento ai gravi focolai infettivi sviluppatisi nei presidi residenziali socioassistenziali e sociosanitari che hanno coinvolto sia gli ospiti anziani e disabili che i lavoratori di queste strutture.

 

Vi daremo aggiornamenti sulle nostre iniziative al riguardo e vi invitiamo a tenerci informati sugli sviluppi delle ripercussioni dell’emergenza sanitaria sul sistema dei servizi sociali e socio sanitari territoriali.

 

 

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