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Assistenza socio-sanitaria. Anche la retta per i malati di Alzheimer ricoverati nelle Rsa sarà a carico del Servizio sanitario nazionale

17 Marzo 2017 - Il Tribunale di Monza con la sentenza n. 617/2017 pubblicata il 1° marzo scorso, ha stabilito che il malato di Alzheimer ricoverato in Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) che necessita di prestazioni sanitarie,  non è tenuto a pagare la retta che dovrà essere a carico del Ssn (Servizio sanitario nazionale). La sentenza, infatti, specifica che i malati di Alzheimer ricoverati nelle Rsa sono completamente a carico del Ssn, oltre che per le cure sanitarie, anche per le prestazioni assistenziali, quali il vitto e l’alloggio.

Con tale sentenza il Tribunale di Monza ha confermato quanto già contenuto in alcune sentenze della Cassazione (in particolare la sentenza n. 22776 del 2016), secondo le quali quando vi è stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e quelle sanitarie, anche le prime sono a carico del Ssn e non possono essere poste a carico dei malati e dei loro parenti. Si tratta infatti di prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria.
In tal senso, vale la pena di sottolineare che anche la normativa attualmente vigente in materia di assistenza socio-sanitaria-assistenziale (Dpcm del 14 febbraio 2011, Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie), stabilisce che le “prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria” sono a carico del Ssn.

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