Da tempo il confronto con il Gruppo Iren non da risposte concrete, per questo come organizzazioni sindacali annunciamo l’apertura dello stato di agitazione.
Denunciamo la carenza degli investimenti, organici carenti e carichi di lavoro sempre più impegnativi, con ricadute preoccupanti sulla sicurezza, sui servizi elettrici, gas, acqua e ambiente. I blackout di Torino sono un segnale delle criticità denunciate.
Chiediamo il rispetto degli accordi, una contrattazione concreta per recuperare il gap economico e normativo.
Valorizzare le professionalità per tutelare il personale su appalti, aziende acquisite.
Servono impegni concreti: Iren deve investire nelle persone e nelle infrastrutture, per garantire servizi funzionali e concreti al servizio della persona e della città servite, non deve diventare una semplice stazione appaltante o peggio un elemento economico per elargire dividendi sempre più importanti a spese dei lavoratori.






