“Penso che lo smart working sia un’opportunita’ formidabile per coniugare produttivita’ e benessere del lavoratore, buona flessibilita’ e sostenibilita’ ambientale e sociale, inclusione e conciliazione vita-lavoro”, tuttavia per fare questo “occorre restituire la materia alla contrattazione. Ogni innovazione contrattuale resta inutile di fronte alle deroghe introdotte in questi mesi, che permettono alle aziende di operare in modo unilaterale”. Quindi “il primo passo e’ superare questo limite restituendo centralita’ agli accordi individuali e collettivi”. Ma per raggiungere lo scopo occorre “un protocollo d’intesa che individui nelle relazioni industriali il luogo dove costruire solidi affidamenti su autonomia e responsabilita’ del lavoratore, tutela del salario e dell’orario, formazione continua, diritti fondamentali alla privacy e alla disconnessione, salute e sicurezza. Questa forma non contrattuale di ‘home working coatto’ obbliga il lavoratore a stare a casa per la pandemia. Si tratta di impostare limiti sulle fasce orarie, ma anche di valorizzare l’autonomia della persona di operare dove e come meglio crede”.
Lavoro. Fumarola alla presentazione del VII Rapporto Ocsel: «Riconoscere il diritto universale alla contrattazione integrativa decentrata»
«Il VII Rapporto OCSEL della Cisl indica una traiettoria chiara: integrare sempre di più i livelli nazionale, territoriale e aziendale, mettendo al centro la partecipazione e costruendo un sistema multilivello in cui contrattazione, welfare territoriale e politiche...






