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Lavoro. Fumarola all’iniziativa della Filca e Fit Cisl: «Infrastrutture e sicurezza sono le chiavi per far ripartire il Paese e creare occupazione di qualità»

24 Febbraio 2026 | Primo Piano

Lavoro. Fumarola all’iniziativa della Filca e Fit Cisl: «Infrastrutture e sicurezza sono le chiavi per far ripartire il Paese e creare occupazione di qualità»

24 Febbraio 2026 | Primo Piano

«Investire in infrastrutture significa incrociare le grandi sfide del nostro tempo: occupazione di qualità, stabile e tutelata, crescita e coesione, produttività e competitività di sistema, sostenibilità ambientale e sociale, sicurezza delle persone e dei territori». Lo ha ribadito la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, concludendo a Roma l’iniziativa promossa dalla FIT-CISL e dalla FILCA-CISL dal titolo “Muoviamo il Paese e Costruiamo il Futuro. Le sinergie vincenti”.

«Muovere il Paese e costruire il futuro non significa soltanto spostare merci e persone: significa dare prospettiva alle nostre comunità, garantire a un giovane del Sud le stesse opportunità di un giovane del Nord, non costringere chi vive nelle aree interne e nelle aree deboli ad andarsene via di casa. Vuol dire offrire ai cittadini servizi migliori, tempi più rapidi, mobilità più efficiente. Ma anche dare a un’impresa la possibilità di produrre e competere» ha aggiunto Fumarola.
Nel suo intervento, la leader della CISL ha richiamato anche la necessità di un cambio di passo a livello europeo: «L’Europa non può essere solo regole e mercato. Deve tornare ad essere una leva di crescita, coesione, solidarietà. Se l’Unione vuole reggere la competizione globale, restare un’area industriale e sociale forte, deve investire e deve avere regole intelligenti. Innanzi tutto superando una lettura ragionieristica del Patto di Stabilità. E mettendo in campo una golden rule rafforzata, che scorpori dal calcolo del deficit la spesa per reti materiali e logistiche che non sono spese improduttive, ma moltiplicatori di crescita e integrazione rimasti frenati da tempo, con evidenti conseguenze sul PIL continentale e nazionale».

«Con la fine del Pnrr, il rischio è un crollo repentino degli investimenti pubblici e privati nel nostro Paese, già più bassi della media europea. La CISL ribadisce la necessità di un Patto tra Governo e parti sociali che affronti il futuro. La prima grande occasione è nella realizzazione delle grandi opere strategiche per connettere il nostro Paese al continente europeo. Se l’Italia resta isolata o collegata a macchia di leopardo, resta fragile. Se l’Italia si connette, diventa protagonista. E questo significa anche un ruolo centrale del nostro Paese nello scenario Euro-Mediterraneo: area che è tornata ad essere spazio non solo geografico, ma geopolitico cruciale».

Al centro dell’intervento di Fumarola la sicurezza del territorio e la prevenzione: «Non possiamo vivere in un Paese che corre solo dietro alle emergenze. Bisogna investire sulla manutenzione regolare ed efficace, che significa programmazione pluriennale, monitoraggio e controlli, tecnologie e digitalizzazione, risorse certe e stabili, competenze adeguate, qualità degli appalti. La manutenzione non è un costo: è una garanzia. È prevenzione. La sicurezza del territorio è una priorità non solo infrastrutturale, ma anche sociale. Per questo serve un grande piano nazionale di messa in sicurezza: cantieri diffusi, opere utili, lavoro buono. Perché prevenire significa salvare vite. E significa anche creare occupazione».

Infine, un passaggio netto su sviluppo e sicurezza sul lavoro: “«Noi non diciamo sì a tutto. Noi diciamo sì allo sviluppo giusto, governato, partecipato, sostenibile, trasparente. Sì a uno sviluppo che crea lavoro dignitoso che unisce e non spacca il Paese. Ma una cosa deve essere chiara: non esiste sviluppo se non è sicuro. Non esiste appalto che giustifichi il massimo ribasso sulla pelle delle persone. E proprio per questo, oggi più che mai, salute e sicurezza devono diventare la priorità assoluta. Serve una strategia nazionale vera: più controlli, più ispettori, più prevenzione, più formazione, più responsabilità nella catena degli appalti. Ma anche organismi paritetici e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza competenti e proattivi. Serve, soprattutto, un cambio culturale: la sicurezza non può essere un capitolo burocratico. Deve essere un valore strutturale» ha concluso la numero uno Cisl.

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