«Oggi parlare di energia significa parlare del futuro del lavoro, competitività delle imprese, qualità della vita delle famiglie, tenuta sociale dei territori. Non esiste crescita, industria, transizione digitale senza energia. E non esiste una vera transizione ecologica se non siamo in grado di garantire energia accessibile, sicura e sostenibile. E’ un tema che riguarda il Paese e il futuro della stessa Europa. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo costruire nei prossimi decenni». Lo ha detto oggi a Milano la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola concludendo l’iniziativa “Energia: vero motore di sviluppo”, organizzata dalla CISL Lombardia sui nodi che intrecciano politiche energetiche, politica industriale e politiche sociali.
Al Convegno hanno portato il loro contributo i vertici di A2A, Enel e Snam ed i Segretari Generali della Femca Cisl, Sebastiano Tripoli e della Flaei Cisl, Amedeo Testa.
«Viviamo in un tempo nel quale l’energia è tornata a essere un fattore decisivo di sovranità politica prima ancora che economica. Le crisi degli ultimi anni ce lo hanno ricordato con brutalità. È la ragione per cui oggi l’Europa deve rafforzare la propria autonomia strategica. Ed è il motivo per cui non possiamo permetterci di tornare a dipendenze che metterebbero a rischio la nostra sicurezza economica e sociale.
Dopo gli sforzi fatti in questi anni, tornare a importare il gas dalla Russia equivarrebbe a metterci da soli un cappio. Un atto moralmente riprovevole ed economicamente suicida», ha aggiunto Fumarola per la quale: «Se le nostre imprese pagano l’energia molto più dei loro concorrenti internazionali, partono inevitabilmente svantaggiate. E quando un’impresa perde competitività, il rischio riguarda anche il lavoro, i salari, la capacità di mantenere produzioni e investimenti nel Paese».
«Per questo la CISL continua a rifiutare una contrapposizione che consideriamo sbagliata tra ambiente e occupazione, sostenibilità e crescita, transizione ecologica e sviluppo industriale. Non esiste alcuna incompatibilità. Anzi, la sfida consiste proprio nel tenere insieme questi obiettivi. La transizione deve essere giusta, deve produrre nuova occupazione qualificata, sostenere la competitività delle imprese, ridurre le emissioni e combattere la povertà energetica», ha continuato la numero uno Cisl per la quale é stato un bene intervenire con misure tampone per alleggerire i prezzi alla pompa dei carburanti. Ma ovviamente non può essere questa la via definitiva.
«L’Italia ha bisogno di una visione di lungo periodo, di una strategia energetica stabile, credibile e condivisa, fondata sul principio della neutralità tecnologica. Per la CISL questo significa una cosa molto semplice: non escludere nessuna soluzione utile per garantire sicurezza, sostenibilità e competitività.
Significa sviluppare con decisione le fonti rinnovabili, investire nelle reti e negli accumuli, valorizzare il biometano e l’idrogeno dove esistono reali condizioni di sviluppo. Sapendo tuttavia che il sistema produttivo italiano non può realisticamente andare avanti soltanto con il sole e con il vento».
Fumarola ha sottolineato come la domanda di energia sia destinata a crescere in modo significativo nei prossimi anni, anche per effetto dei processi di innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle nuove tecnologie. «Bisogna attivare tutte le tecnologie disponibili, in una diversificazione che accompagni la transizione in modo sicuro e socialmente sostenibile. È in questa prospettiva che abbiamo valutato positivamente anche l’approvazione alla Camera del Disegno di Legge sul nucleare.
Dobbiamo affrontare il tema con serietà, responsabilità e rigore scientifico. Affrancandoci dagli approcci ideologici, dalle solite contrapposizioni pregiudiziali, da una sindrome del “no” che troppo spesso blocca il Paese.
Il nucleare di ultima generazione può rappresentare una componente importante del mix energetico del futuro, a condizione che ogni scelta garantisca la massima sicurezza delle tecnologie impiegate, la sostenibilità economica e ambientale per i territori e una distribuzione equa dei benefici e degli impatti.
Nessuna decisione dovrà essere assunta senza il coinvolgimento delle parti sociali. Per questo chiediamo al Governo di aprire un confronto strutturato con il sindacato e con tutte le rappresentanze sociali nella definizione dei decreti attuativi e delle scelte strategiche che riguarderanno il futuro energetico del Paese», ha ribadito la numero uno di via Po.











