18 febbraio 2020 – “Il decreto Milleproroghe, in votazione domani alla Camera e sul quale è stata posta la fiducia, mette seriamente a rischio il settore energetico del Paese. Prorogare la moratoria per l’autorizzazione delle trivellazioni lascia nell’incertezza le compagnie energetiche, mette a rischio i tanti addetti del settore e condanna l’Italia ad una pericolosa sudditanza energetica da Paesi con forti tensioni, come Libia, Iran, Iraq. Si tratta di una scelta sbagliata e inopportuna che non riguarda solo il settore, ma tutti i cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan e la Segretaria Generale della Femca-Cisl, Nora Garofalo. “Gli emendamenti al Milleproroghe approvati nei giorni scorsi prevedono una moratoria contro le trivelle fino a 30 mesi, 6 mesi in più di quelli previsti nella norma originaria. Eppure è noto a tutti che in attesa che le energie rinnovabili riescano davvero a soddisfare il fabbisogno di energia, il gas viene ritenuto la fonte di transizione ideale per arrivare a un futuro low carbon, ed è in grado oggi di mitigare la dipendenza energetica del nostro Paese. Le conseguenze del decreto saranno devastanti: lo stop alle perforazioni è un colpo mortale per il settore e per il suo indotto, con ricadute occupazionali gravi e pesanti. Tutto questo mentre nell’Adriatico, a poca distanza dalle coste italiane, i nostri competitor Croazia e Grecia continuano indisturbati a far funzionare le loro trivelle. Inoltre l’Italia, su questo fronte, resta condannata alla sudditanza: oggi importiamo energia per il 75%, con picchi nel gas che arrivano al 90%, mentre la media dei Paesi Ue è pari al 54%. Il governo ci ripensi e avvii subito un confronto con il sindacato – concludono Furlan e Garofalo – per scongiurare l’approvazione di misure dalle conseguenze nefaste non solo per il settore, ma per l’intera economia del Paese e per tantissimi lavoratori coinvolti”.
Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Femca Cisl: «Serve una vera politica energetica europea e nazionale per governare le trasformazioni globali»
«Oggi la competizione mondiale non si gioca più soltanto tra Stati. Quando si muovono le grandi potenze, insieme ai governi si muovono grandi gruppi finanziari, colossi dell’energia, piattaforme tecnologiche, multinazionali dell’intelligenza artificiale e...






