“La previsione della cosiddetta ‘filiera della moda certificata’ nell’articolo 19-bis della Legge annuale per le PMI rischia, in alcune sue parti, di introdurre una pericolosa deresponsabilizzazione delle imprese committenti rispetto agli obblighi previsti dal D.Lgs. 231/2001. In un settore già esposto al rischio del lavoro nero – afferma Mattia Pirulli, segretario confederale CISL – non servono scorciatoie, ma percorsi condivisi con le rappresentanze sindacali, più controlli e responsabilità chiare lungo tutta la filiera”. La CISL ritiene grave ogni tentativo di indebolire un sistema di tutele che, anche grazie al lavoro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e al confronto nel Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso, sta iniziando a produrre risultati concreti. “Lo abbiamo ribadito oggi agli Stati Generali della Salute e Sicurezza sul Lavoro – conclude Pirulli –: occorre rafforzare la responsabilità sociale delle imprese e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose, non ridurre gli strumenti che tutelano la legalità nel settore moda”.
Appalti. Cuccello: «Bene spostare il baricentro delle gare dal prezzo alla qualità. L’Europa non disperda le tutele costruite in Italia»
«La proposta della Commissione europea sugli appalti pubblici contiene un primo segnale importante: spostare il baricentro delle gare dal prezzo...










