Roma, 24 settembre 2020 – Nonostante ormai non si facciano più i bollettini delle 18, non ci sia più il lock-down e la pandemia sia diventata solo uno sterile resoconto giornaliero di numeri che non fa più tremare nessuno, i danni fatti dal SARS Cov-2 sono stati devastanti e continuano ad esserci, tra l’indifferenza delle persone e dei nostri Governatori o aspiranti tali.
I buoni propositi sono svaniti nel nulla, le misure dei DPCM sono rimaste sulla carta e il SSN si è ulteriormente indebolito. La prossima emergenza sanitaria, non necessariamente da Covid-19, sarà una ecatombe di operatori e di utenti. Alla vigilia del prossimo autunno tanto temuto dagli esperti, è probabile che non ci sia una risposta così compatta e decisa come quella dello scorso inverno.
Gli operatori sanitari sono stanchi e demotivati e l’occasione di ridare dignità a queste professioni così importanti è stata buttata via.
Il SSN, quello pubblico, è stato l’unico guerriero in questa battaglia ed ha dimostrato tutte le sue inefficienze legate ai molteplici “tagli” perpetrati negli anni, che hanno causato un contagio incontrollabile delle persone e una mortalità molto elevata rispetto a quella di altri paesi.
Nonostante ciò non sono stati stabilizzati i precari, non si è neanche considerata l’ipotesi di iniziare a discutere i contratti ormai scaduti.
Il disagio e la professionalità saranno premiati “una tantum” con il cosiddetto “bonus Covid-19 ” (circa 1.000 euri pro-capite), ma solo se dipendenti ospedalieri, perchè il legislatore, che dovrebbe ben sapere che in sanità ci sono varie forme di contratto, nei vari DPCM ha ignorato gli altri lavoratori.
I medici con ACN dell’emergenza urgenza, nonostante abbiano lavorato sia sul territorio sia nei Pronto Soccorsi e in molti casi siano precari da anni, non lo hanno ricevuto, tanto che alcune Regioni hanno stanziato risorse proprie per cercare di porre rimedio a questa ingiustizia.
Altrettanto vale per gli altri professionisti assunti con contratti interinali o libero-professionali, anche se le Direzioni Strategiche delle Aziende, che non sempre hanno agito così oculatamente, hanno ricevuto, ben prima di elargire i “premi Covid-19”, le loro decine di migliaia di euro di incentivi, distribuiti a pioggia anche a chi è stato condannato per truffa o corruzione.
Inviterei i Governatori, tanto impegnati nelle campagne elettorali ormai 365 giorni all’anno, a riflettere seriamente sulla Salute Pubblica, a fare una seria programmazione con la giusta valorizzazione di tutto il personale che opera nel SSN, partendo dai contratti e dalla stabilizzazione dei precari, perché nessuno di noi è un “eroe” ma soprattutto non siamo martiri.
Tarantelli. Fumarola: «Vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. L’Accordo di San Valentino resta ancora oggi per noi la più grande lezione»
«Ezio vive ogni giorno nella nostra azione quotidiana. Il suo pensiero è sempre vivo e lo è a maggior ragione in questo tempo così complesso. Il pensiero di un sindacato capace di difendere i lavoratori non solo con il conflitto ma attraverso il confronto». Così la...





