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Scuola. Gissi (Cisl): “Il ritardo nell’autorizzazione delle assunzioni mette a rischio l’avvio dell’anno scolastico. Una grave responsabilità che ricadrebbe sull’intero Governo”

Pubblicato il 15 Lug, 2021



Sulle autorizzazioni per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente il MEF sta accumulando un ritardo inspiegabile, che mette pericolosamente a rischio un obiettivo dichiarato esplicitamente dal presidente Draghi, quello di avere le scuole pronte a partire da subito con tutti gli insegnanti in cattedra. Poiché le nomine in ruolo sono il punto di avvio delle operazioni di nomina, non poterle fare significa rallentare complessivamente una procedura già di per sé abbastanza complessa.
Quali remore hanno al Ministero dell’Economia? Temono un eccesso di assunzioni? Se è così, evidentemente non conoscono affatto i dati su cui dovrebbero ragionare, un quadro che non si discosta granché, purtroppo, da quello assai allarmante dello scorso anno, quando le assunzioni furono meno del 20% di quelle autorizzate. Abbiamo diffuso ripetutamente nelle scorse settimane elaborazioni e tabelle che quei dati ce li descrivono in modo eloquente: 112.691 posti da coprire, di cui 81.940 comuni e 30.751 di sostegno. Per il sostegno, le graduatorie da cui ordinariamente si può assumere in ruolo comprendono complessivamente 19.219 aspiranti, ma la loro distribuzione sul territorio è tutt’altro che omogenea; il numero degli aspiranti è maggiore nei territori in cui ci sono meno posti da coprire, mentre risultano viceversa sguarnite le graduatorie nei territori con il maggior numero di posti scoperti. È una situazione che nemmeno le nuove modalità previste in sede di conversione del decreto sostegni bis (che apre all’assunzione dalle GPS di I fascia) basteranno a risolvere. Peraltro, se non venissero autorizzate in tempi brevi le assunzioni, si vanificherebbe anche questa nuova opportunità di avere posti coperti in modo finalmente stabile.
Analogo discorso può essere fatto sui posti comuni per molte classi di concorso, che specie in alcune aree territoriali vedranno una gran quantità di cattedre da coprire con contratti a tempo determinato. Gli esiti delle prove per le discipline STEM confermano la necessità di riprendere sul reclutamento una discussione non ideologica, ma ancorata a precisi dati di realtà, a partire da quello di un ricorso al lavoro precario che sarà ancora una volta abnorme. È un problema che non si può eludere, e che la moltiplicazione dei concorsi non risolve. Un problema che è da tempo oggetto di confronto col Ministero dell’Istruzione, ma che a questo punto merita di essere preso nella giusta considerazione anche a livelli diversi e più alti. Nel frattempo, è chiaro che mancare l’obiettivo di un regolare avvio dell’anno scolastico sarebbe un fallimento su cui sarebbe l’intero Governo a essere chiamato in causa.

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