Nasce dopodomani – mercoledì 14 febbraio – a Modena il tavolo provinciale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come previsto dal protocollo regionale del settembre 2022 in attuazione del patto regionale per il lavoro e il clima.
Per preparare la costituzione del tavolo, venerdì scorso si sono incontrati sindacati e Provincia. Erano presenti Aurora Ferrari (Cgil Modena), Rosamaria Papaleo e Domenico Chiatto (Cisl Emilia Centrale), Nicola Maria Russo (Uil di Modena e Reggio), il presidente della Provincia Fabio Braglia e il direttore area amministrativa Raffaele Guizzardi.
Cgil Cisl Uil hanno illustrato la situazione degli infortuni e delle malattie professionali. L’anno scorso a Modena gli infortuni sono stati 13.704, di cui 15 mortali (due in più rispetto al 2022), mentre le denunce di malattie professionali sono aumentate del 50%. Quest’anno sono già due gli infortuni mortali registrati in provincia di Modena.I settori più colpiti sono agricoltura, edilizia, trasporti-logistica, manifatturiero, sanità e commercio.
«Nonostante in Emilia-Romagna il numero degli infortuni sia diminuito, Modena continua ad avere i dati più alti in regione sia per quanto riguarda gli infortuni mortali che le malattie professionali – dichiarano i sindacati – A questi si aggiunge il fenomeno degli infortuni in itinere che, purtroppo, coinvolge soprattutto le donne. Ribadiamo la necessità di istituire un tavolo provinciale con tutti i soggetti del territorio interessati, che funga da cabina di regia per mettere in atto azioni finalizzate non solo e non tanto alla repressione, ma soprattutto alla prevenzione».
Al fine di diffondere la cultura della salute e sicurezza, che rappresenta un vantaggio innanzitutto per gli imprenditori e l’intero tessuto sociale e produttivo, è necessario agire sulla formazione anticipandola già nei percorsi di istruzione. Per questo, in attesa dell’auspicata introduzione della salute e sicurezza come materia curriculare, sindacati e Provincia hanno convenuto di costruire progetti con le scuole finalizzati a diffondere la consapevolezza del diritto e dovere alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per far sì che il tavolo provinciale sia realmente operativo è stata proposta di monitorare la qualità del lavoro in alcuni settori produttivi, quali agricoltura, industria, edilizia e logistica, non solo perché sono quelli nei quali più frequentemente si verificano infortuni e malattie professionali, «ma anche perché – spiegano Cgil Cisl Uil – sono i settori in cui si ricorre più spesso all’appalto e subappalto che sappiamo essere, soprattutto alla luce del nuovo codice degli appalti, la sede privilegiata del lavoro irregolare».
Sindacati e Provincia convengono sull’importanza di condividere il tavolo con gli organi ispettivi (per conoscere e orientare la loro attività sul territorio) e con le associazioni datoriali (per promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema verso i loro associati).
A questo proposito Cgil Cisl Uil sottolineano l’importanza della formazione dei datori di lavoro prevista dalla legge 215/2021 i cui contenuti non sono stati ancora declinati dalla Conferenza Stato-Regioni.
«L’istituzione dell’osservatorio sulla sicurezza sul lavoro – afferma il presidente della Provincia Braglia – rappresenta un punto di partenza per il confronto e la ricerca di soluzioni condivise rispetto a una piaga che investe la nostra società e su cui occorre mettere in campo azioni concrete e risolutive. Con la collaborazione dei sindacati, delle associazioni di categoria e di quanti operano in questo ambito, sono certo che sapremo operare al meglio».
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