Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) ha pubblicato nei giorni scorsi, sul proprio sito istituzionale, la versione finale del “V Piano d’Azione Nazionale su Donne, Pace e Sicurezza 2025 – 2029” (v. allegato 1), in attuazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n. 1325 del 2000, che istituì l’Agenda “Donne, Pace e Sicurezza” (DPS), e delle successive risoluzioni in materia, al fine di garantire la prevenzione, la partecipazione e la protezione delle donne nei contesti di conflitto.
Il nuovo Piano, in linea con quelli precedenti, è il risultato di un fattivo lavoro di squadra che ha visto impegnate, sotto il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, amministrazioni pubbliche, università, organizzazioni sindacali, agenzie delle Nazioni Unite, come l’Alto Commissariato per i Rifugiati, e la società civile.
Le azioni del Piano si sviluppano attorno al consueto nucleo di obiettivi fondamentali che si propongono di rafforzare il ruolo delle donne nei processi di pace ed in tutti i processi decisionali, la prospettiva di genere nelle operazioni di pace, l’empowerment femminile, la parità di genere e la protezione dei diritti umani di donne e bambine/i in aree di conflitto e post-conflitto, la comunicazione strategica e le azioni di sensibilizzazione, l’informazione e la formazione a tutti i livelli sui vari aspetti trasversali dell’Agenda DPS, in particolare per il personale che partecipa alle operazioni di pace, accrescendo anche le sinergie con la società civile, l’università e la ricerca.
In concomitanza con la pubblicazione del Piano, inoltre, l’Ufficio I della Direzione generale per gli affari politici e di sicurezza (DGAP) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha dato il via, con il decreto n. 2111/397 (v. allegato 2) e con il successivo Avviso pubblico n. 2111/398 (v. allegato 3), alla fase di presentazione delle richieste di contributo per l’anno 2025 per la realizzazione di iniziative e attività rispondenti agli obiettivi previsti nel Piano.
Possono presentare richiesta i soggetti pubblici italiani e le Organizzazioni internazionali, i soggetti privati italiani e stranieri aventi sede legale sul territorio dell’Unione Europea, in possesso delle seguenti caratteristiche:
a) soggetti per i quali non sussistano i motivi di esclusione di cui all’articolo 94 e ss. del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36;
b) soggetti che siano in regola con gli obblighi fiscali, contributivi e assicurativi previsti dalla normativa italiana vigente;
c) soggetti che siano in regola con la documentazione antimafia, ai sensi dell’art. 85 e ss. del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Ogni soggetto può presentare una sola domanda. Qualora presenti due o più domande, verrà presa in considerazione l’ultima in ordine di tempo. La domanda può essere presentata anche per progetti già in essere, purché non finanziati da altro capitolo del bilancio MAECI.
In assenza di uno o più requisiti previsti, unitamente alla mancanza dei singoli documenti richiesti, la domanda di contributo è inammissibile.
Il contributo erogato dal MAECI per ciascun Ente non potrà superare la cifra complessiva di 200.000,00 (duecentomila/00) Euro. Tale contributo non potrà superare in ogni caso l’80% del costo totale dell’intero progetto.
La richiesta di contributo, completa di documentazione e redatta in un unico file pdf, siglato in ogni sua pagina, deve pervenire all’indirizzo di posta elettronica certificata della DGAP gap.contributi@cert.esteri.it , utilizzando obbligatoriamente l’apposito modello di domanda allegato all’Avviso pubblico di cui sopra, entro e non oltre le ore 23:59 del 19 settembre 2025 ora di Roma (faranno fede la data e l’orario di ricezione certificato dalla posta elettronica).
Per ulteriori dettagli e per la relativa modulistica, si rimanda direttamente al link
https://www.esteri.it/it/trasparenza_comunicazioni_legali/sovvenzioni_contributi_sussidi_vantaggi_economici/criterimodalita/, facendo attenzione a scorrere l’elenco fino alla dicitura “DGAP – Ufficio I” e facendo riferimento, ovviamente, ai documenti e agli allegati relativi al 2025.


