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Pnrr: resoconto della riunione con il Ministro della salute On.le Roberto Speranza sulla Missione 6

Si è svolto nel pomeriggio del 3 agosto u.s. un incontro con il Ministro della salute On.le Roberto Speranza sulla Missione 6 del PNRR. Per la Cisl erano presenti la Confederazione e le Federazioni FNP, Funzione Pubblica e Medici.

Nel corso del confronto la Cisl ha ribadito che se pure il PNRR si muova nella direzione auspicata, sarà necessario capire alcune questioni come la progettazione esecutiva e le pianificazioni regionali ma, soprattutto, gli aspetti che concernono le dotazioni organiche che dovranno caratterizzare meglio la fase attuativa del Piano.

Considerata la fase di avvio del Piano è fondamentale, per la nostra Organizzazione, programmare una governance appropriata del sistema salute, che insista sul rafforzamento della partecipazione, così come previsto dall’art.8 del Decreto Semplificazioni bis appena convertito in legge, che prevede la sottoscrizione con il Governo di un protocollo di intesa per rafforzare il processo di accompagnamento e di monitoraggio dei singoli progetti del PNRR da parte delle OO.SS, attraverso l’attivazione di specifici tavoli settoriali e territoriali.

Nei fatti il PNRR orienta le risorse assegnate (20,23 mld) alla Missione Salute su due linee progettuali che vanno nella direzione anche da noi indicata, attraverso la piattaforma unitaria: le reti di prossimità attraverso il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la telemedicina (7 mld/€), per implementare la connessione ospedale / territorio e gli interventi di per l’innovazione, ricerca e digitalizzazione (8,63 mld(€), con l’obiettivo di intervenire sull’ammodernamento degli ospedali~, sull’aggiornamento tecnologico, sulla reingegnerizzazione delle infrastrutture.

A questi aspetti si aggiunge l’investimento sulle risorse umane, con lo stanziamento sulla voce “sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale quantificato” di 740 mil/€, rispetto al quale abbiamo ribadito al Ministro si debba intervenire rafforzando l’impegno del PNRR con un robusto piano assunzionale e con un deciso intervento di de-precarizzazione del sistema, fondamentali per restituire al Paese una sanità di qualità.

Altro aspetto da approfondire dovrà essere la riforma, nella Missione 6C1, che dovrà realizzare entro il 31.10.2021 la “definizione di standard strutturali, tecnologici e organizzativi omogenei per l’assistenza territoriale” che sollecitiamo da tempo, così come dovrà essere completato l’iter della legge sulla non autosufficienza, da approvare quanto prima.

Nel corso della riunione abbiamo espresso una particolare preoccupazione rispetto alla debolezza delle misure per la promozione della salute e la prevenzione, per le quali nel PNRR non si prevede alcuna misura finanziata, pur preannunciando una riforma da attuare con uno specifico disegno di legge – entro la metà del 2022 – su cui riteniamo si debbano anticipare i tempi del confronto.

Nello specifico della sanità territoriale è noto che il PNRR promuove un nuovo modello di Casa della Comunità, utile a favorire l’integrazione sociosanitaria. In particolare, se rispetto ai costi dell’investimento delle 1.350 Case della Comunità le schede del Piano entrano nel dettaglio, abbiamo fatto presente che sul personale non riscontriamo gli stessi elementi di analisi previsti per la realizzazione delle strutture.

Infatti, se all’interno delle Case della Comunità, si prevedono 5 unità di personale amministrativo, 10 medici e 8 infermieri e nel complesso serviranno 6.750 amministrativi, 13.500 medici e 10.800 infermieri, le risorse che dovranno finanziarne l’assunzione a regime sono ancora incerte.

Il disegno riorganizzativo del territorio non chiarisce, ancora, la collocazione delle strutture previste rispetto all’ambito distrettuale il quale, è nostra convinzione, debba rappresentare il baricentro per l’assistenza territoriale, quale “struttura pubblica forte”.

Nel corso della riunione abbiamo ribadito, quindi, al Ministro, l’esigenza di ulteriori approfondimenti sia in materia di Case della Comunità che rispetto agli Ospedali di Comunità previsti nell’architettura del Piano, destinati a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica, facilitando la transizione degli stessi dalle strutture ospedaliere al proprio domicilio.

Una attenzione particolare, in conclusione, l’abbiamo espressa, in ordine al finanziamento ordinario che dovrà riscontrare, fin dalla prossima legge di bilancio, risorse tali ad adeguate per evitare possibili ritorni al passato in tema di razionalizzazione della spesa.

La riunione si è chiusa con l’impegno del Ministro a calendarizzare, fin dal prossimo mese di settembre, confronti tematici di approfondimento, da dettagliare in tempi brevi.

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