Energia. Sbarra al Congresso della Femca Cisl: “Serve un fondo di solidarietà per le riconversioni”


“La transizione energetica intercetta tutte le altre sfide di questa stagione. Affrontarla vuol dire ripensare il modo in cui si produce, si lavora, si vive e si consuma. Rivedere i rapporti che legano la persona, la fabbrica ed il territorio, rigenerare gli ecosistemi formativi, le infrastrutture, la tecnologia. Non a caso è fattore strutturale del Recovery Plan e parte fondamentale del PNRR che gli dedica 70 miliardi”. Lo ha detto oggi a Riccione il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenuto al Congresso della Femca Cisl. “Per governare il cambiamento, qui, più che altrove, serve corresponsabilità. Anzitutto alimentando il dialogo sociale a tutti i livelli, a cominciare dal PNRR. La governance partecipata sugli investimenti va accelerata. Bisogna istituire un fondo di solidarietà per le riconversioni e prevedere che ad ogni euro speso in tecnologie ne corrisponda uno per le tutele di chi lavora”, ha aggiunto il leader Cisl. “Serve un nuovo piano energetico che diversifichi le fonti. La decarbonizzazione non può che essere raggiunta gradualmente e le energie rinnovabili, per quanto fondamentali, non basteranno. Ecco perché occorre aumentare l’estrazione domestica di gas ed allacciare nuove partnership commerciali, investire sui nuovi combustibili verdi, sulle economie circolari, sull’incremento dell’efficienza energetica e sul riuso degli scarti industriali, rispetto ai quali abbiamo tante eccellenze nazionali. Sul piano comunitario serve un nuovo “Recovery Energia” mutualizzato che aiuti famiglie, lavoratori e comparti massacrati dall’impennata dei prezzi per sostenere in chiave solidale e sociale gli investimenti necessari alla trasformazione degli assetti produttivi. Obiettivo che si raggiunge ponendo un tetto massimo sui prezzi del gas importato e dalla definizione di quote e stock energetici garantiti per ogni Stato”.

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