Il Convegno della Cisl sul salario minimo. Furlan: "Serve il confronto per estendere le tutele dei contratti a tutti i lavoratori"

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16 Aprile 2019 - "No al salario minimo fissato per legge, ma una norma che stabilisca il valore universale (erga omnes) di minimi retributivi fissati dai contratti nazionali sottoscritti dalle parti più rappresentative, in modo che ogni datore di lavoro sia tenuto a garantire i trattamenti previsti dai contratti". È questa la proposta avanzata dalla Cisl sul salario minimo in contrapposizione al ddl messo a punto dal M5S e che rappresenta la linea del governo, alla vigilia dell'avvio del dibattito parlamentare in Senato. Secondo la confederazione di via Po in questo modo ogni settore avrebbe un salario contrattuale a valore legale. Eliminando i troppi contratti in dumping che legalizzano il sottosalario si otterrebbero ""risultati importanti".
"Chiederemo il rinvio dell'esame del ddl sul salario minimo da parte dell'Aula al Senato" ha dichiarato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, chiudendo i lavori del convegno Cisl "Il valore del lavoro tra contrattazione e salario minimo" svoltosi oggi a Roma  e annunciando la convocazione dei sindacati da parte del Ministero del Lavoro per un incontro tecnico sul salario minimo per martedì 30 aprile.  "Noi attraverso la contrattazione, con salari superiori al salario minimo, copriamo l'85% dei lavoratori. Dunque bisogna estendere la copertura contrattuale a quel 15% che è fuori, allargando, incentivando e rafforzando la contrattazione", ha detto la leader della Cisl

"Andremo a questo confronto con le nostre proposte , abbiamo una bella elaborazione unitaria, abbiamo una bella rappresentanza da portare a quell'incontro sicuramente volenterosi di trovare una bella intesa anche con le istituzioni a partire dal Ministro del lavoro sapendo che però per noi la conclusione deve essere come rafforzare la contrattazione, come tutelare coloro che oggi non sono tutelati e soprattutto tenendo conto che in questo paese Cgil, Cisl, e Uil rappresentano oltre 12 milioni di iscritti e vanno rispettati.
E aggiunge: "Quando la politica ha poche argomentazioni sulle sue responsabilità immediatamente si trova un bel diversivo per rimettere le mani sulle regole del mercato del lavoro, della rappresentanza e della contrattazione.  Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quella contrattazione che ha reso questo paese un po' più rappresentativo e più democratico perche ha saputo mettere al centro il valore del lavoro e il valore degli uomini e delle donne del lavoro. Se partiamo da questo assunto condiviso credo che il tavolo che partirà il 30 di aprile possa portarci a buoni risultati" ha concluso.

"La legge non può andare avanti, il rischio è che si abbassino i salari" ha sottolineato il segretario generale aggiunto Cisl, Luigi Sbarra nel suo intervento di apertura dei lavori del convegno. "Chiederemo alle forze politiche di creare uno spazio di interlocuzione e dialogo anche perché l'introduzione di un minimo salariale per legge rischia di generare una fuoriuscita delle imprese dal sistema della contrattazione collettiva".
"Bisogna individuare in ogni settore un contratto leader a cui dare valore erga omnes. Se le istituzioni politiche si muoveranno in questa direzione troveranno nella Cisl e in tutto il sindacato confederale interlocutori attenti".

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