Bari, 4 luglio 2019. “Mentre in Puglia continua la richiesta di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, sulla stampa regionale assistiamo a discussioni sull’efficacia del cosiddetto Piano Casa, varato dal Governo Berlusconi nel 2009, con lo scopo di consentire un aumento della volumetria delle villette pari al 20%. Comprendiamo le motivazioni burocratiche di questo dibattitto ma nulla ha a che fare con le necessità dei cittadini pugliesi, specie quelli più disagiati. Ciò che invece servirebbe è un vero Piano Casa di Edilizia Residenziale Pubblica che risponda alle migliaia di famiglie pugliesi con difficoltà abitative spesso alle prese con procedure di sfartto o, peggio, con sfratti esecutivi già in corso”. Lo osserva il Segretario generale del Sicet Cisl Puglia (Sindacato Inquilini), Paolo Cicerone. “Le polemiche di questi giorni – aggiunge –, e sulle quali non intendiamo entrare, non rispondono all’esigenza acclarata di abitare un alloggio a canone sostenibile da parte delle famiglie che rientrano nei cosiddetti ceti meno abbienti e che non possono permettersi i prezzi del mercato immobiliare privato perché incompatibili con i redditi al minimo di alcune fasce di lavoratori e pensionati. Chiediamo, invece, al Governatore Emiliano di procedere speditamente all’applicazione delle Leggi regionali 10 e 22 del 2014 (approvate quando era titolare dell’Assessorato competente la Professoressa Barbanente) al memento inattuate e per molti versi ancora solo sulla carta, per innescare un nuovo percorso programmato di Edilizia residenziale Pubblica necessario al benessere abitativo delle famiglie pugliesi” conclude Cicerone
Puglia. Cicerone (Sicet Cisl): “Piano Casa del 2009 solo un’agevolazione per i proprietari di immobili
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